“Pensa che io possa, così forse io potrò”

Ogni anno un tema diverso, sempre orientato a combattere i pregiudizi nei confronti delle persone con sindrome di Down e a lavorare per favorirne l’inclusione e l’inserimento nella vita di tutti i giorni.

Quest’anno, la Giornata nazionale delle persone con la sindrome di Down, organizzata da CoorDown, (il Coordinamento nazionale delle associazioni che operano a favore delle persone con sindrome di Down) parte da un motto: “Pensa che io possa, così forse io potrò”. È lo slogan lanciato da una campagna internazionale, peraltro pluripremiata ai Festival, Cannes compreso, che ha fatto registrare milioni di visualizzazioni in tutto il mondo.

L’idea è quella di ribaltare un concetto molto diffuso: ha la sindrome di Down, non può! Questo preconcetto presuppone già un fallimento nel nostro eventuale tentativo di rapportarci con una persona che ha una disabilità, di pensare che possa riuscire a scuola, al lavoro, nello sport e nelle relazioni sociali.

Insomma, il suggerimento è che a volte basta cambiare prospettiva, punto di osservazione per accorgersi che le cose non sono come abbiamo sempre pensato e per sorprendersi di fronte a risultati che si ritenevano impossibili.

Anche per questo, in 200 piazze italiane, le associazioni che operano in favore delle persone con sindrome di Down saranno presenti per dare informazioni, discutere, confrontarsi, raccontare e anche raccogliere fondi per sostenere tutte i loro progetti che guardano all’autonomia e alla vita indipendente delle persone con sindrome di Down.

Il modo per aiutare passa attraverso il tradizionale “messaggio di cioccolato”, una tavoletta di cioccolato a forma di busta per lettera che è possibile ottenere attraverso un’offerta.

Il “messaggio di cioccolato”, fanno sapere da CoorDown, è realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale.

«L’idea è quella di portare uno sguardo nuovo sulla disabilità intellettiva», spiega Martina Fuga, presidente di CoorDown, «non chiediamo più solamente di supportarci, ma di fare un passo in più e riconoscere i propri pregiudizi e cambiare la prospettiva. Dare fiducia e offrire opportunità concrete di cambiamento alle persone con sindrome di Down significa aprire nuove strade, creare possibilità e ribaltare gli stereotipi».

Sul sito di Coordown, si può trovare l’elenco delle 200 piazze in cui si terrà l’iniziativa.

Giuseppe Giuliani

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