L’Agenzia delle entrate lavora per l’inclusione
Un percorso iniziato diversi anni fa che ha prodotto nel 2021 la guida “Disabilità. Iniziamo dalle parole”, per favorire un uso consapevole del linguaggio e che adesso produce il progetto “Disabilità: lo sapevi già?” in collaborazione con il Comitato unico di garanzia.
Si parte dal presupposto che tutti, prima o poi, entrano in contatto con il tema della disabilità, vuoi per qualche problema temporaneo, vuoi per l’età avanzata o perché familiare di qualche persona con disabilità. Ma sino a che punto siamo liberi da preconcetti nel valutare la disabilità o nel confrontarci con essa? Occorre abbattere le barriere per consentire a tutti di godere appieno dei propri diritti e di realizzarsi completamente. L’Agenzia delle entrate si muove da tempo in questa direzione con operatori adeguatamente formati negli uffici per l’assistenza fiscale alle persone con disabilità o con il canale di prenotazione dedicato. Particolare attenzione è rivolta alla comunicazione e al linguaggio.
Il nuovo progetto
“Disabilità: lo sapevi già?” è un progetto che prevede schede tematiche, dedicate a diverse forme di disabilità, messe a disposizione del personale e realizzate con la collaborazione di associazioni di persone con disabilità.
Il convegno “Disabilità: lo sapevi già? Riflessioni per accrescere la consapevolezza e superare i pregiudizi”, che si è svolto nei giorni scorsi nella sede degli uffici centrali dell’Agenzia per tutto il personale, è partito dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite. Il nuovo principio è: non è la persona con disabilità che non può agire, ma è la società che non crea le condizioni perché lo faccia. Di conseguenza non si parla più di discriminazione, ma di vita indipendente, pari opportunità, partecipazione.
Gli interventi
Carlo Lepri, psicologo e docente dell’Università di Genova, ha spiegato che «il destino delle persone con disabilità è ampiamente connesso con i modi attraverso i quali la società tende a rappresentare un fenomeno». In pratica, la disabilità è quella che la società rappresenta sulla base della cultura della comunità».
Maria Giulia Bernardini, ricercatrice in Filosofia del Diritto dell’Università di Ferrara, ha parlato di discriminazione e degli «effetti dirompenti in relazione alla violazione dei diritti dei soggetti che si trovano in una situazione di maggiore vulnerabilità, come le donne con disabilità».
Le conclusioni
Per l’Agenzia delle entrate risulta fondamentale cambiare quindi modalità e prassi lavorative e offrire strumenti adeguati per mettere ciascuno in condizione di esprimere in pieno le proprie potenzialità. L’obiettivo è quello di creare un ambiente di lavoro realmente inclusivo, in grado anche di contribuire alla crescita culturale dell’intera società. Il principio base resta quello già citato: la disabilità dipende anche dall’ambiente, che può essere fonte di ostacoli o invece favorire la partecipazione di ciascuno su un piano di uguaglianza.
Giuseppe Giuliani