Sardegna, il lavoro c’è, ma mancano i lavoratori specializzati
La difficoltà a reperire il personale necessario sta diventando “il problema” principale. Almeno così dice il dossier realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna.
Lo scorso anno, le imprese artigiane sarde erano pronte ad assumere 16.230 addetti, ma ne hanno trovato poco più della metà (8.720). Situazione in peggioramento rispetto al 2023.
I posti di lavoro nelle imprese artigiane sarde costituiscono il 10 per cento delle assunzioni previste in Sardegna.
I dati
I dati dicono che le imprese artigiane faticano di più nel reperimento del personale rispetto al resto delle imprese isolane, ma anche rispetto alla specificità delle micro e piccole imprese.
Secondo il presidente di Confartigianato Sardegna Giacomo Meloni,
«siamo al paradosso: il lavoro c’è, mancano i lavoratori. Nel frattempo» continua Meloni, «il 21,4 per cento dei giovani tra i 15 e 29 anni non cerca lavoro, non studia e non si forma e questo rappresenta una vera e propria emergenza da affrontare rapidamente».
Secondo Meloni, occorre insegnare ai giovani che nell’impresa ci sono opportunità, adeguatamente retribuite, per realizzarsi e costruirsi un futuro.
Scuola e lavoro
Il problema fondamentale resta quello delle competenze e della formazione. Per l’organizzazione degli artigiani, occorre una scelta politica e culturale che avvicini la scuola al mondo del lavoro, serve il rilancio degli istituti professionali e tecnici e bisogna puntare sull’alternanza scuola lavoro e sull’apprendistato in grado di formare professionalmente.
Le cause del problema
L’Ufficio Studi di Confartigianato individua anche i fattori che creano il divario tra domanda e offerta di lavoro: la crisi demografica, perché produce una diminuzione della forza lavoro disponibile; l’alto numero di giovani inattivi, un quarto dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni. Ci sarebbero anche una scuola che non guarda alle competenze richieste dal mercato, la fuga di giovani all’estero, le aspettative dei giovani, che vanno verso la ricerca di un lavoro autonomo e più tempo libero e flussi migratori non sufficienti.
Le soluzioni
Le imprese stanno provando a fare la loro parte attraverso investimenti in welfare aziendale e una migliore contrattazione collettiva. Si interviene anche per migliorare condizioni di lavoro, retribuzioni e prospettive di carriera, si prova, insomma, a rendere più allettante il mondo del lavoro artigianale.
Per Confartigianato Sardegna servono anche politiche attive del lavoro mirate, in grado di favorire l’incontro tra domanda e offerta.
I dati nazionali
Secondo i dati pubblicati nei giorni scorsi da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2024 le imprese italiane indicano una difficoltà di reperimento del personale nel 47,8 per cento, in aumento del 2,7 punti rispetto al 2023.
La difficoltà di reperimento è superiore nelle micro e piccole imprese e lo è ancora di più per le imprese artigiane.
Tra le regioni, la difficoltà di reperimento più elevata si registra in Veneto e, a seguire, in Umbria e Friuli Venezia Giulia.
Giuseppe Giuliani