Raccontare lo sport, senza dimenticare l’inclusione
Raccontare lo sport praticato da persone con disabilità era il tema del workshop formativo “Comunicare la disabilità nello sport: oltre stereotipi e pregiudizi”, organizzato da Uisp. Vihanno preso parte Ciro Oliviero, responsabile comunicazione della Fish-Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie, e Giuseppe Manzo, responsabile comunicazione di Legacoopsociali.
Il progetto
Il workshop organizzato da Uisp è parte del più ampio progetto “Sic! Sport, Integrazione, Coesione”, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e Lega Serie A.Oltre a quello del linguaggio, vengono trattati altri temi come razzismo, sessismo, abilismo e omolesbobitransfobia. Il progetto nazionale coinvolge 17 città italiane e vivrà il suo momento conclusivo in occasione delle finali nazionali del torneo “Matti per il calcio”, manifestazione organizzata da Uisp con squadre formate da utenti e personale dei dipartimenti di salute mentale.
I concetti
Si è partiti dal presupposto, ormai assodato, che il linguaggio influenza la percezione della realtà e si è ribadito il concetto che prima di tutto c’è la persona, poi le sue condizioni. Nel corso del workshop, si è spiegato anche che è inutile usare un linguaggio pietistico o esagerare nel vantare i risultati di un atleta con disabilità: il rischio è quello di diffondere un’immagine distorta.
Inoltre: la persona non è “affetta da” né “costretta su una sedia a rotelle”, l’obiettivo resta sempre quello di garantire a tutti l’accessibilità ovunque a partire dalle condizioni di partenza.
Come raccontare
Come detto, non aiuta enfatizzare, né usare un linguaggio pietistico. Secondo Oliviero e Manzo, il linguaggio e, quindi, il racconto contribuiscono a diffondere un concetto di normalità: una gara è una gara, non una “gara per disabili”, questo semplice passaggio rende abituale la presenza delle persone con disabilità nello sport.
Gli strumenti
Per chi si occupa di comunicazione, esistono strumenti che consentono di appropriarsi di regole utili per raccontare in modo adeguato: la guida “Comunicare la disabilità”, curata dal Coordinamento per le pari opportunità dell’Ordine dei giornalisti e il “Glossario fragile” sono due esempi in questo senso.
Giuseppe Giuliani