Disabilità e casi di violenza nelle strutture protette
I recenti maltrattamenti nei confronti di persone con disabilità avvenuti in un centro diurno di Milano (con sospensione di otto operatori), pone l’attenzione sui sistemi di tutela esistenti e quelli auspicati.
Sulla questione interviene Fish, la Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie dopo averlo già fatto alcuni mesi fa. Anche allora l’occasione erano stati i casi di violenza nei confronti degli assistiti in un’altra struttura assistenziale. Ed erano stati chiesti controlli più adeguati, ma anche un cambiamento radicale nel modo di guardare alla disabilità.
La cronaca
Maltrattamenti ai danni degli ospiti. Con questa accusa, otto persone che lavoravano in un centro diurno a Milano sono state sospese dall’attività di educatore professionale. Il provvedimento riguarda anche due responsabili della struttura. L’indagine dei carabinieri è partita dalla segnalazione di una ex dipendente che ha denunciato isolamenti punitivi e minacce nei confronti degli ospiti del centro. I maltrattamenti si sarebbero verificati nell’arco di dieci mesi, tra il 2023 e il 2024.
Dopo i fatti di Milano
La Fish chiede ora un’indagine approfondita su quanto avvenuto a Milano, ma ritiene necessaria anche una riforma del sistema di tutela: stop all’assistenzialismo calato dall’alto, le persone con disabilità e le loro famiglie devono essere parte del processo decisionale.
Il presidente Falabella
Il numero uno di Fish ritiene che non è più il tempo dell’indignazione momentanea e che serve ripartire dai diritti delle persone con disabilità.
«È necessario» aggiunge Falabella, «riconoscere pienamente la soggettività, la libertà di scelta e la dignità delle persone con disabilità, altrimenti anche le strutture pensate per essere luoghi di protezione possono trasformarsi in luoghi di violenza».
Per il presidente di Fish, la violenza è il sintomo di un modello superato e che bisogna andare oltre per dare una risposta adeguata alle persone con disabilità.
Giuseppe Giuliani