I Carabinieri spiegano le truffe

Le vittime preferite delle truffe? «Soprattutto le persone fragili o anziane». Così, sul sito carabinieri.it, vengono indicate una per una le “tattiche” impiegate e i “campi d’azione” preferiti. «Oltre al danno economico e al trauma psicologico dell’invasione del proprio spazio» si sottolinea sul sito dell’Arma “Nei secoli fedele”, «le vittime subiscono, infatti, anche il senso di colpa di essere stati raggirati. I truffatori approfittano proprio della sensibilità emotiva e della fragilità fisica degli anziani per conquistarne la fiducia, con i metodi più disparati».
Che fare, dunque? «Per non cadere in questi raggiri, spesso è sufficiente prendere alcune precauzioni, non fidarsi delle apparenze e seguite i nostri consigli».

Vediamo, allora, una per una le diverse tecniche impiegate, tutte elencate sul sito dei Carabinieri.

Le truffe domestiche

Tutto può cominciare da una telefonata «di un finto appartenente alle Forze dell’Ordine o di un finto avvocato» così da far credere alla vittima che un proprio parente sia rimasto coinvolto in un incidente stradale o che sia stato arrestato. «Alla vittima verrà richiesta una somma di denaro a titolo di corrispettivo per fornire assistenza sanitaria o legale alla persona cara in difficoltà». Se la persona truffata accetta, l’interlocutore comunica che di lì a breve un assistente o un Carabiniere in borghese si recherà presso l’abitazione per ritirare il denaro contante. E lì, scatta la trappola.

Truffa del finto nipote

La tecnica è consumata. «I truffatori» rivelano i Carabinieri, «chiamano la vittima al telefono iniziando la conversazione con frasi trabocchetto come “Indovina un po’ chi parla!” o “Zia/o, ti ricordi di me?”». In questo modo cercano di cogliere il nome di un parente o di un conoscente e fingendo di essere questa persona, raccontano di aver urgente bisogno di denaro per gravi motivi, ma che non sono in grado di passare a ritirare i soldi. Se la vittima accetta, l’interlocutore comunica che di lì a breve un amico si recherà presso l’abitazione a ritirare la somma o invita la vittima a fare un bonifico sul proprio conto.
Truffa del finti fornitori
Il truffatore si presenta a casa della vittima spacciandosi per rappresentante di una compagnia fornitrice di servizi (acqua, luce o gas) e informando la vittima di nuove e più vantaggiose condizioni contrattuali. «Con questo stratagemma» avvisano le forze dell’ordine, «il malintenzionato ottiene la fiducia della vittima per raccoglierne i dati, successivamente utilizzati per aprire nuovi contratti a suo nome ma senza il suo consenso.
I finti tecnici dell’acqua o gas

«I truffatori travestiti da tecnici dell’acqua o del gas», si legge sul sito dei Carabinieri, «si presentano alla porta della vittima riferendo che in casa c’è un grave problema da risolvere immediatamente». Sfruttando l’ansia e la preoccupazione della vittima, «i truffatori la invitano a proteggere i propri beni preziosi da potenziali fughe di gas o altre minacce, mettendoli al sicuro in un sacchetto all’interno del congelatore, che poi abilmente sottraggono».
Le truffe dei call center

Qui la tecnica è più raffinata e subdola. «Il truffatore contatta telefonicamente la vittima spacciandosi per un call center». Il finto operatore, «fa domande banali per indurre la vittima a rispondere con un “sì”, che verrà poi estrapolato e utilizzato come forma di assenso per l’attivazione di un nuovo contratto di fornitura». La vittima si accorge della truffa al momento della ricezione della prima bolletta.
La falsificazione

Il truffatore contatta la vittima attraverso un finto call center utilizzando, grazie ad appositi programmi informatici, numeri di telefono corrispondenti ai numeri verdi degli istituti bancari. «Carpita la fiducia della vittima e ottenute le credenziali di accesso al conto corrente» avvisano i militari dell’Arma, «si procede a spostare il denaro su appositi conti dotati di carte virtuali».
Truffe non solo in casa

In questi casi, «il truffatore si avvicina alla vittima, abbracciandolo improvvisamente e fingendo di conoscerlo». La tecnica è semplice, quanto banale: «di solito si presenta come un amico dei figli o dei nipoti» avvisano i militari, «e coinvolge la persona truffata in una lunga conversazione per distrarlo e fargli credere di riconoscerlo. Gli racconta di aver accumulato un debito nei confronti della banca o di persone poco raccomandabili e convince la vittima a dargli denaro contante o gioielli».
La truffa dello specchietto Un classico, ormai. «Il truffatore fa credere alla vittima in auto di aver colpito involontariamente la sua autovettura» rivelano i Carabinieri. La vittima sente il rumore di un colpo secco sulla propria carrozzeria (di solito sulla fiancata), ma è provocato in realtà dal truffatore tramite un sasso o un bastone. A quel punto, «il truffatore chiede alla vittima di constatare il danno e di corrispondere una somma di denaro per evitare la denuncia all’assicurazione, ricorrendo, se necessario, a toni aggressivi».
Truffa del bancomat (cd. “skimming”)
In questo caso, il truffatore altera lo sportello Atm della banca installando un lettore (detto “skimmer”) o una videocamera e una finta tastiera per clonare le carte di credito e memorizzare i dati digitati.
Truffa delle banconote bloccate (cd. “cash trapping”)

Quando si sta prelevando allo sportello Atm della banca, «alcune banconote restano incastrate nell’erogatore: non si tratta di un problema tecnico, ma di uno stratagemma del truffatore, il quale ha inserito un oggetto metallico nell’erogatore, per poi tornare a recuperare le banconote».
Truffe sul web (cd. “phishing”)
In questo caso, il truffatore invia alla vittima un messaggio e-mail ingannevole, con cui comunica l’avvenuta vincita di una grossa somma di denaro a una lotteria o un qualche tipo di premio. «A quel punto» avvertono i Carabinieri, «alla vittima viene richiesto di compiere un’azione (esempio, cliccare su un link o scaricare un’App) per carpire i suoi dati personali allo scopo di accedere ai conti bancari o per altre operazioni criminali».
Truffa del finto Sms (cd. “smishing”)
Il truffatore invia alla vittima un Sms al fine di acquisire informazioni personali, finanziarie o di sicurezza chiedendo alla vittima di cliccare su un link e/o di inserire i propri dati personali su un sito web malevolo.
«In altri casi» scrivono i Carabinieri, «il truffatore invia un Sms alla vittima da un numero sconosciuto, fingendosi un figlio o un parente e comunicando di avere il cellulare rotto. A quel punto il truffatore chiede l’invio di un messaggio di risposta con dati personali della vittima».
Truffa telefonica (cd. “vishing”)
Con una telefonata, il truffatore cerca di convincere la vittima a divulgare informazioni personali, finanziarie o di sicurezza o a trasferirgli del denaro, spacciandosi per rappresentante di un’azienda fornitrice di servizi. Solitamente, questo tipo di truffa segue un Sms o un’e-mail ingannevole.
Truffa sentimentale (cd. “love scam”)
Al riguardo esistono casi e vittime illustri. «Il truffatore, attraverso un finto profilo» si spiega, «aggancia la vittima con una richiesta di amicizia sui social, che si tramuta in una presenza – virtuale – costante e marcatamente premurosa». Il truffatore ottiene la fiducia della vittima giocando su false affinità di interessi, sino a prospettare progetti di una vita futura, evitando sempre di incontrarsi di persona. Successivamente avanza richieste di denaro, lamentando problematiche di natura privata, come la salute dei figli o questioni legali, arrivando a minacciare la vittima di diffondere i contenuti delle conversazioni o i suoi dati personali. Una volta ottenuta la prima somma di denaro, i tuffatori continuano a chiedere e ottenere altri soldi, finché la vittima si rende conto, da sola o aiutato dai parenti, di essere vittima di una truffa.
Truffa della compravendita online
Attraverso finti annunci di vendita di prodotti o servizi a prezzi particolarmente vantaggiosi, «il truffatore convince le sue vittime a versare una somma di denaro a titolo di caparra» si legge ancora sul sito dell’Arma, «anche di importo rilevante, per poi dileguarsi nel nulla». In questi casi, alla vittima viene richiesto il versamento di denaro con modalità che non offrono tutele per l’acquirente: una carta postepay, ad esempio, permette al truffatore di avere immediata disponibilità della somma e di prelevarla prima che la vittima possa tentare di revocare il pagamento.
Truffa della compravendita online (metodo “alla nigeriana”)

Il truffatore contatta la vittima mostrando un particolare interesse per il suo annuncio. Dopo aver ottenuto la fiducia della vittima, il truffatore spiega che effettuerà il pagamento tramite bonifico bancario dall’estero, aggiungendo che per confermare la transazione è necessario pagare una tassa nazionale, pari a una percentuale sul valore del bonifico. Per convincere la vittima, il truffatore si rende disponibile a rimborsare una somma più alta e manderà via e mail documenti scannerizzati di un presunto funzionario della banca o del ministero che conferma la necessità di pagare la tassa.

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