Ierfop, in settimana campus di arrampicata e speleologia in Friuli Venezia Giulia

ulassaiL’obiettivo prefissato del corso/campus, è offrire a tutti i partecipanti un’esperienza di laboratorio in cui, in un ambiente condiviso e lontano dalla quotidianità, possano saggiare le proprie capacità di esplorazione, condivisione e gestione di tempi e spazio, attraverso la sperimentazione così da acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità fisiche e mentali. Questo il progetto avviato da Ierfop in Friuli Venezia Giulia dove sono coinvolti in totale cinque allievi con disabilità visiva. Due di loro provengono da Roma e tre da Pordenone. «Il progetto» spiega il presidente Ierfop Roberto Pili, «rientra all’interno delle attività formative del contributo L.379/1993 del Ministero del Lavoro e si svolgerà dal 30 aprile al 5 maggio per complessive 40 ore».

«Il corso/campus» spiega il direttore della Formazione Ierfop Bachisio Zolo, «prevede elementi di base di arrampicata, di speleologia e il contatto con la Natura». Il tutto mettendo insieme «corpo e movimento» conclude Zolo, «attraverso tecniche di accompagnamento su percorsi naturalistici e gestione delle variabili, sicurezza e buone prassi in montagna».

Definiti anche i protagonisti coinvolti nel progetto con i docenti istruttori Corrado Bortolin e Giovanni Vitiello, la tutor e segretaria Claudia Fenu, l’addetta al monitoraggio Alessia Cannas, la coordinatrice Alice Lisci e il direttore Bachisio Zolo.

Al progetto collabora anche l’istruttore nazionale di Speleologia Giorgio Fornasier nonché consigliere Centrale del Club Alpino.

In Friuli Venezia Giulia le attività di speleologia rientrano di diritto nelle attività del Cai (Centro alpino Italia). Scenario del progetto sono le montagne della Val Cellina (Pordenone) che ben si prestano per vivere, in egual misura, le esperienze di arrampicata e speleologia e sono dotate di infrastrutture formative/addestramento adeguate, facilmente raggiungibili e accessibili da Pordenone.

Tutta l’attività sarà coordinata operativamente dagli istruttori Corrado Bortolin e Gianni Vitiello che hanno fortemente voluto replicare il progetto già svolto a Ulassai.

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