Il Giubileo per le persone con disabilità

Michele Patanè

Roberto Pili e Michele Patanè

Trasformare il “loro” in “noi” è il messaggio che resta di questo Giubileo delle persone con disabilità. Un messaggio lanciato da monsignor Rino Fisichella, arcivescovo e responsabile dell’organizzazione dell’Anno Santo. Si unisce a quello che Papa Francesco aveva consegnato agli organizzatori del Giubileo: «Voglia il cielo che alla fine non ci siano più gli altri, ma solo un noi», come ha ricordato suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità della Cei.

Due giorni di festa

Le parole dell’omelia di monsignor Fisichella, la testimonianza di tante persone arrivate a Roma da tutto il mondo per raccontare la propria storia, l’impegno dei volontari, la festa nei giardini di Castel Sant’Angelo con Rossella Brescia, Rudy Zerbi e tanti ospiti. Sono molte le immagini e le parole di questo Giubileo che resteranno nella memoria.

Monsignor Fisichella

«Nessuno, se autenticamente accolto, può rimanere solo», ha ricordato l’arcivescovo durante la Messa per il Giubileo delle persone con disabilità. Una Messa inclusiva e accessibile nel corso della quale ha citato il passo degli Atti degli Apostoli in cui Pietro e Giovanni guariscono un paralitico, nel solo nome di Gesù. Un gesto d’amore che si compie nel restituire l’autonomia a una persona.

Le voci dei volontari

Inclusione e integrazione sono le parole che hanno accompagnato gli interventi e le testimonianze dei volontari: la necessità di non creare percorsi specifici per le persone con disabilità, ma di rendere praticabili quelle esistenti. Poi, la soddisfazione di chi ha accompagnato ragazzi con disabilità in un viaggio a Roma che sembrava obiettivo impossibile solo pochi anni fa: muri e barriere abbattuti, spazi di libertà conquistati.

Il Movimento Apostolico Ciechi

All’appuntamento di Roma era presente anche il Movimento apostolico ciechi, presieduto da Michelangelo Patanè. È un’associazione di fedeli laici, ciechi e vedenti, che ha come missione quella di «formare e promuovere persone e famiglie in  presenza della disabilità»

I fedeli laici del Movimento Apostolico Ciechi hanno il compito di collaborare con la missione apostolica della Chiesa e di contribuire  a favorire il superamento del pietismo e dell’assistenzialismo. Parlando del Giubileo delle persone disabili a Vatican news, il presidente Patanè ha spiegato: «in questa occasione il compito del Movimento è stato quello di richiamare l’attenzione sul tema dell’inclusione ecclesiale e della partecipazione attiva delle persone con disabilità alla vita della comunità, ma le comunità sono chiamate a essere accoglienti».

Suor Veronica Donatello,

Suor Veronica Donatello è la responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità della Cei ed è lei ad aver ricordato, in questa due giorni, le parole di Papa Francesco e ad averle trasformate in impegno. A partire dal progetto di vita e al diritto alla realizzazione personale e sociale, ma con uno sguardo anche agli strumenti, indispensabili per l’autonomia delle persone e alle buone pratiche che molto possono per eliminare le barriere.

La ministra Locatelli

La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha sottolineato l’importanza del Giubileo delle persone con disabilità è  del lavoro che si sta facendo per  cambiare la prospettiva e guardare alle potenzialità delle persone e non ai loro limiti.

«Il nostro compito» ha aggiunto, «è quello di offrire le opportunità e di essere parte di un cambiamento che riguarda tutta la società».

C’era anche Ierfop

Anche il presidente di Ierfop, Roberto Pili, ha partecipato al Giubileo delle persone con disabilità, due giorni che hanno rappresentato «l’opportunità di un confronto sui diritti delle persone con disabilità, sul progetto di vita, sull’inserimento nel mondo del lavoro e sull’autonomia che resta l’obiettivo da raggiungere».

Giuseppe Giuliani

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