L’intelligenza artificiale lavorerà al posto nostro
L’intelligenza artificiale non si ferma e presto potrebbe sostituire definitivamente alcune figure professionali specializzate. Stiamo parlando di chat bot in grado di apprendere autonomamente e di supportare il lavoro umano in svariati campi, da quello informatico a quello creativo, dalla medicina all’arte.
Segretari, notai, sviluppatori informatici, giornalisti sono solo alcune delle figure che potrebbero beneficiare degli “agenti intelligenti” messi a disposizione dalle aziende specializzate in IA.
Il rovescio della medaglia però esiste e presto questi e altri professionisti potrebbero essere definitivamente rimpiazzati dai loro alter ego virtuali. Nel frattempo, i costi di questi “colleghi” artificiali va dai 2mila dollari per gli agenti destinati ai lavoratori della conoscenza fino ai 20mila dollari al mese per quelli realizzati per supportare ricerche scientifiche di alto livello.
Parola di Bill Gates
Non si sa ancora chi potrà acquistare questi agenti né quando, ma appare chiaro come la rivoluzione digitale sia ormai un fenomeno inarrestabile.
Secondo il magnate dell’informatica Bill Gates, la nostra settimana lavorativa si accorcerà notevolmente, arrivando a due o tre giorni lavorativi entro il 2035.
Il contributo umano rimarrà fondamentale, il dubbio è quanto e per quanto tempo.
Lavori a rischio
Ormai appare chiaro come alcuni mestieri diverranno territorio esclusivo dell’IA. Sviluppatori di software, designer grafici, traduttori e operatori di customer service o call center sono destinati a essere soppiantati dai sistemi di intelligenza artificiale.
Di contro, l’exploit del settore legato all’IA creerà nuove figure professionali come l’esperto nell’addestramento di modelli IA, di creazione di dati sintetici o di cybersecurity.
In sostanza, secondo il Fondo Monetario Internazionale, nelle economie avanzate circa il 60 per cento dei posti di lavoro sarà influenzato dall’intelligenza artificiale tanto in positivo quanto in negativo.
Se da una parte alcune mansioni vedranno un aumento della produttività, dall’altra assisteremo a una riduzione della richiesta di manodopera, con una diminuzione dei salari.
La buona notizia, stando al World Economic Forum (Wef) – Future of Jobs Report 2023, è che entro il 2027 l’IA e l’automazione creeranno circa 69 milioni di nuovi posti di lavoro.
Roberta Gatto