Confartigianato Sardegna “approva” la Finanziaria

Dalla Finanziaria regionale 2025 arrivano 30 milioni di euro per le imprese artigiane della Sardegna. Sono risorse che vanno ad alimentare la legge 949, cioè i fondi destinati dalla politica allo sviluppo delle imprese artigiane. Una decisione che soddisfa Confartigianato Sardegna, anche perche frutto di un confronto con la Giunta regionale e i gruppi politici.

Il commento di Confartigianato Sardegna

L’approvazione da parte dell’associazione di artigiani arriva direttamente dal presidente Giacomo Meloni: «apprezziamo lo sforzo che la Regione ha fatto per trovare i fondi necessari a far ripartire un settore che si è sempre dimostrato economicamente portante e trainante».

I vertici dell’organizzazione che rappresenta gli artigiani, con il presidente anche il segretario Daniele Serra, ricordano che le 34mila imprese artigiane producono 2 miliardi e mezzo di euro di valore aggiunto.

«Il prossimo obiettivo» aggiunge il segretario, «è quello di far diventare strutturale il finanziamento della legge per fare in modo che le imprese possano contare su certezze e garanzie di investimento».

I numeri

A confermare che si tratta di una scelta politica azzeccata, secondo Confartigianato, ci sono i numeri: in 5 anni sono stati dati alle imprese sarde del settore 90 milioni di euro; i 16 milioni e mezzo messi a disposizione lo scorso anno sono stati impegnati nel giro di due ore per le richieste di 917 imprese.

Ogni euro messo a disposizione dalla legge ha prodotto ulteriori 3 euro di investimenti.

La legge 949

A rendere particolarmente apprezzata la legge sono alcune sue caratteristiche: poca burocrazia, contributo a fondo perduto fino al 40 per cento e abbattimento dei costi d’interesse.

Con la legge 949 si può finanziare la costruzione e la ristrutturazione di fabbricati, acquistare macchinari e veicoli commerciali, terreni per ampliare l’attività, ma anche software, brevetti e licenze.

Una flessione

Dopo tre anni di crescita consistente del numero delle imprese artigiane, il 2024 si è chiuso con una flessione e la crescita è stata minima.

In pratica, la differenza tra attività aperte e chiuse è stata di sole 35 unità.

Nel 2023, la differenza era stata di 385.

Giuseppe Giuliani

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