«Includere le persone con disabilità nello sport»

Inclusione attraverso lo sport è il tema-obiettivo del progetto pensato da Consiglio d’Europa e Unione europea presentato ieri al Palazzo dell’Europa di Strasburgo. All’appuntamento hanno partecipato i 41 Stati membri dell’Accordo parziale allargato sullo sport (Apas) del Consiglio d’Europa e 30 organizzazioni sportive. Il punto di partenza è quello di riconoscere le capacità delle persone anziché le disabilità, l’obiettivo è, invece, quello di eliminare gli ostacoli che impediscono la partecipazione delle persone con disabilità allo sport.
Il progetto

Il progetto Sport per tutti, in programma da marzo scorso ad agosto 2026, ha lo scopo di affrontare la discriminazione, l’esclusione e l’accesso limitato allo sport delle persone con disabilità fisiche, sensoriali, intellettuali e psicosociali. La causa di questa esclusione o limitazione è dovuta a ostacoli sociali o alla discriminazione online che rappresenta un ulteriore fattore di emarginazione.

Per Gianluca Esposito, direttore generale dei diritti umani e dello Stato di diritto del Consiglio d’Europa, «si tratta di creare un mondo in cui tutti possano giocare, competere e avere il proprio ruolo».

Le testimonianze

Nel corso dell’incontro ci sono stati gli interventi di diversi atleti che hanno raccontato la propria esperienza personale: da Zakia Khudadadi, prima donna afghana praticante del parataekwondo, ad Arnaud Assoumani, atleta paralimpico francese, specialista nei salti e nella velocità; da  Gizem Girişmen, arciera e prima donna turca a vincere un medaglia d’oro alle Paralimpiadi, a Yaroslav Denysenko, nuotatore ucraino, 4 volte argento ai giochi paralimpici.

Zakia Khudadadi ha sottolineato l’importanza di «dare voce agli atleti è essenziale per elaborare politiche inclusive». Per Arnaud Assoumani, «lo sport è lo strumento migliore, insieme all’istruzione e alla cultura, per cambiare la vita delle persone vulnerabili a lungo termine».

Gli obiettivi

Il progetto ha lo scopo di trovare strategie efficaci per promuovere l’accesso e la partecipazione allo sport da parte delle persone con disabilità e si muove lungo tre binari. Il primo è quello relativo allo sviluppo delle capacità, attraverso la diffusione di programmi di studio per allenatori, dirigenti e professionisti dello sport. Il secondo punta sullo scambio di buone pratiche, attraverso l’organizzazione di webinar e la diffusione di risultati e risorse. Il terzo guarda alla sensibilizzazione attraverso videoclip che raccontano storie esemplari di sportivi con disabilità.

Giuseppe Giuliani

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