A Milano, “Nessuna esclusa” per il progetto “Artemisia”

Il punto di partenza è l’aumento dei casi di violenza verso donne con disabilità. I numeri sono quelli del rapporto di Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) di cui la Fondazione Asphi (Accessibilità e sostenibilità digitale delle persone con disabilità per habitat inclusivi) fa parte. Dall’analisi della situazione, risulta evidente che proprio la condizione di disabilità fa di queste donne “il bersaglio preferito” di chi commette violenza. E non rappresentano attenuanti i contesti che dovrebbero essere più rassicuranti: quello familiare o di cura.

Il progetto “Artemisia”

Artemisia, che è, più o meno, l’acronimo di “Attraverso reti territoriali emersioni di situazioni di violenza”, è un progetto voluto da diverse associazioni e fondazioni tra cui Asphi. Tutto è partito da un’attività di formazione, riguardo il tema della disabilità, per le operatrici dei centri antiviolenza di Milano e dintorni. Questa attività ha fatto emergere il fenomeno della violenza sulle donne con disabilità che esisteva, ma non era denunciato.

L’intervento

Oltre che sul piano formativo, il progetto Artemisia ha prodotto delle linee guida per rendere i centri antiviolenza più accessibili a partire dagli spazi fisici per proseguire con i siti internet e gli altri canali di comunicazione.

I risultati

Quanto emerso da questo lavoro, durato tre anni, sarà reso noto nel corso del convegno “Nessuna esclusa”, organizzato per domani a Milano nella Sala Alessi di Palazzo Marino. L’attività di formazione dei centri antiviolenza, oltre a favorire l’emersione del fenomeno ha permesso alle donne vittima di violenza di essere seguite.

Un Paese in ritardo

A fronte di indicazioni precise sui diritti delle persone con disabilità, come quelle previste dalla Convenzione Onu, l’Italia mostra tutta la sua arretratezza, nonostante quelle indicazioni siano state recepite e ratificate in una legge nel 2009. Nel nostro Paese, le discriminazioni subite dalle persone con disabilità sono ancora troppe e, per una donna che subisce una violenza, resta difficile ottenere risposte e sostegno.

Il futuro

Nel corso del convegno, si parlerà anche del futuro del progetto, perché questi tre anni sono stati solo l’inizio di un percorso che intende proseguire con il coinvolgimento di tutti coloro che si occupano di disabilità.

Giuseppe Giuliani

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