Turismo Inclusivo: verso un nuovo paradigma del diritto al viaggio

Il presidente Ierfop Roberto Pili
A partire dall’introduzione dell’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) da parte dell’Oms nel 2001, si è affermata una visione bio-psico-sociale della disabilità, che sposta l’attenzione dal deficit individuale al contesto ambientale e sociale in cui vive la persona. Questa impostazione è stata ripresa nella Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006) ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009 dove si definisce la “progettazione universale” come la base per garantire pari opportunità nell’accesso a beni, servizi e spazi.
Nel contesto turistico, ciò significa andare oltre la rimozione delle barriere architettoniche per promuovere una accessibilità diffusa, consapevole e trasparente, che consideri l’intera filiera dell’esperienza di viaggio: dalla prenotazione alla mobilità, dall’accoglienza alla fruizione culturale.
Un diritto che si traduce in opportunità economiche
Secondo i dati più recenti raccolti da Istat e da osservatori europei (tra cui il Progetto Etcaats e le analisi di Enat (European Network for Accessible Tourism), le persone con esigenze specifiche (anziani, disabili, famiglie con bambini piccoli, persone con patologie temporanee o croniche) rappresentano una fetta significativa del mercato turistico europeo: oltre 120 milioni di persone, con un potenziale economico che supera i 140 miliardi di euro l’anno.
In Italia, il turismo accessibile è ancora sotto sfruttato nonostante l’enorme potenziale. Ministero del Turismo, Regioni e Comuni, in collaborazione con associazioni e imprese sociali, hanno promosso negli ultimi anni diverse iniziative sperimentali, come:
- il progetto “Turismo Accessibile” del Ministero per i Beni Culturali (MiC) con linee guida per l’accessibilità nei musei e siti archeologici;
- il programma “Parchi per Tutti” promosso dal Ministero della Disabilità e da Federparchi;
- l’esperienza di “Albergo Etico”, che unisce inclusione lavorativa di persone con disabilità e offerta turistica accessibile;
- la piattaforma “ItacAccess”, sviluppata da Itaca/Legacoop, che raccoglie e certifica esperienze di turismo accessibile in Italia.
Queste iniziative evidenziano un passaggio cruciale: l’accessibilità non è un costo, ma un investimento di qualità che crea valore aggiunto per tutti gli utenti.
Formazione e competenze per un’accoglienza professionale
Uno degli elementi più critici e allo stesso tempo decisivi per rendere effettivo il diritto al turismo inclusivo è la formazione qualificata degli operatori del settore.
Accogliere persone con disabilità o con esigenze specifiche – fisiche, sensoriali, cognitive o relazionali – richiede competenze professionali mirate, che spaziano dalla comunicazione inclusiva all’assistenza personalizzata, dall’accessibilità tecnologica alla gestione delle emergenze.
In questo ambito si distingue l’attività di Ierfop Onlus, Istituto Europeo per la Ricerca, la Formazione e l’Orientamento Professionale da anni impegnato in progetti formativi per l’inclusione e l’accessibilità, con una consolidata esperienza nella formazione di operatori turistici, accompagnatori, guide e personale di strutture ricettive, capaci di offrire servizi di qualità in contesti accessibili.
Ierfop promuove percorsi formativi fondati su approcci multidisciplinari e innovativi, con un’attenzione particolare alla dimensione relazionale, emotiva e comunicativa dell’accoglienza, valorizzando il ruolo del turismo come leva di inclusione sociale e benessere per tutti.
Un modello integrato di accessibilità territoriale
Realizzare un turismo per tutti significa ripensare l’intero sistema territoriale: trasporti, strutture, servizi, informazione e comunicazione devono essere progettati in modo integrato.
La “design for all” non è una concessione, ma un paradigma di qualità. Un luogo accessibile è più accogliente per tutti: turisti, residenti, famiglie, studenti. Migliora la vivibilità, la reputazione e la competitività dei territori.
Il turismo accessibile è oggi una sfida culturale, sociale ed economica. Richiede politiche coordinate, alleanze tra pubblico e privato, innovazione organizzativa e formazione continua degli operatori, in cui realtà come Ierfop rappresentano un punto di riferimento nazionale ed europeo.
Ma soprattutto, richiede un cambio di mentalità: dalla “persona da assistere” al “cliente consapevole”, dal “dovere di adeguarsi” al “diritto di partecipare”. Fare turismo inclusivo non significa solo rispettare le norme: significa costruire una società più giusta, intelligente e ospitale. E formare professionisti preparati è il primo passo per farlo.
Roberto Pili