Ierfop e Apri, avanti insieme
Il colloquio è avvenuto a margine della presentazione della versione tattile del libro Brucamilla, scritto dal presidente di Ierfop Roberto Pili e tradotto da Ornella Valle e Simona Valinotti.
A Torino, la responsabile dei rapporti tra Apri e Ierfop, Simona Valinotti e il presidente dell’Istituto europeo di ricerca formazione e orientamento professionale si sono confrontati sulle collaborazioni già in atto e su quelle da perfezionare per il futuro.
Pericle Farris
La giornata torinese, che prevedeva, oltre alla presentazione del libro, anche una mostra tattile del laboratorio “Gocce d’arte”, è stata dedicata all’ex presidente di Apri (Associazione pro retinopatici e ipovedenti) Pericle Farris, scomparso a luglio dello scorso anno.
Farris, di origine sarda, era arrivato all’Apri nel 1997 per gestire alcuni progetti europei. Da allora la sua figura si è sempre più identificata con quella dell’associazione piemontese. Negli ultimi anni, si era occupato di gestire i servizi educativi e la formazione professionale di Apri, proprio attraverso Ierfop. Presidente di Apri e di Fish Piemonte, a lui si deve l’inizio della collaborazione tra Apri e Ierfop.
La collaborazione
«Quella tra Apri e Ierfop è una collaborazione già in atto da tempo» spiega Sara Taricco, responsabile dei Servizi educativi dell’associazione torinese, «e nella sede torinese di Ierfop si svolgono corsi di letto scrittura braille di primo e secondo livello». Ma il rapporto vanta la realizzazione del libro “Autismo e cecità”, curato da Ierfop e firmato da Roberto Pili, Pericle Farris, Bachisio Zolo e Donatella Petretto. Un volume che fornisce un approccio interdisciplinare al tema, partendo dal dato che un terzo dei bambini con disturbi visivi, ha almeno un altro disturbo del neurosviluppo e, spesso, si tratta di autismo. Un altro frutto della partnership è il progetto “Vis à vis” con il libro “Disturbi visivi e autismo: uno sguardo sulla complessità”, sempre sullo stesso tema e realizzato dagli stessi autori. In questi anni, si è sviluppata anche un’intensa collaborazione per la formazione con i corsi svolti a Torino e Genova.

Simona Valinotti
Simona Valinotti è la responsabile dei rapporti tra l’istituto e l’associazione e spiega che la traduzione di BruCamilla «è solo il primo passo, ci saranno altre storie che verranno tradotte e pubblicate in lingua tattile». Ma aggiunge che «dopo la morte di Farris, si è deciso di andare avanti con la collaborazione e anzi di intensificarla».
«Ierfop» sintetizza Valinotti, «è una realtà molto articolata, molto importante ed è nostra intenzione ampliare il più possibile le nostre attività, creare un ponte tra Sardegna e Piemonte, portare il nostro contributo ed essere parte di questo ingranaggio Ierfop».
Il futuro
Il confronto tra Pili e Valinotti è stato lungo e articolato, l’idea è quella di aumentare gli interventi, non solo col Braille, ma con la proposta di una serie di corsi su orientamento e mobilità, le tecniche per il bastone bianco. Apri, ha anche interesse a collaborare all’Osservatorio sulle disabilità.
E c’è anche l’ambito della formazione degli istruttori e l’obiettivo di fornire loro strumenti per lavorare con persone che hanno più disabilità. Poi, si ipotizzano laboratori con Gocce d’arte e Ierfop su manualità e arte.
Nel futuro, c’è l’intenzione di riprendere il progetto di “Autismo e cecità” con l’Università di Cagliari e con la professoressa Donatella Petretto. Lo scopo è quello di creare un manuale di buone prassi per lavorare con persone autistiche e non vedenti. Il primo passo sarebbe a l’adattamento dei test di funzionamento, quelli che danno indicazioni sul lavoro fatto con le persone e dicono se ha prodotto risultati positivi.
Sempre con l’Università, s’intende lavorare sui test per la valutazione del quoziente intellettivo che al momento non esistono. E c’è anche quello che riguarda il raggiungimento massimo dell’autonomia dell’autistico, pensando al “Dopo di noi”.
Il presidente Pili
Sul fronte Ierfop, il presidente Roberto Pili, che ha lavorato per consolidare il rapporto, è soddisfatto per una collaborazione destinata a produrre risultati positivi nell’ambito della formazione e non solo. Positiva anche l’attenzione alla fascia di persone che hanno più disabilità, un campo in cui Apri, come agenzia educativa, vanta una notevole esperienza. Perché, come conclude Valinotti sintetizzando anche il pensiero di Pili, «rendere queste persone autonome e integrate è un vantaggio anche per società».
Giuseppe Giuliani