Nicola Pangia: «sotto chemio, ho corso la Cortina-Dobbiaco» di 30 chilometri

Nicola Pangia

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Lui ci scherza su: «sono uno sportivo chemiota». Nicola Pangia, 47 anni, malato di tumore al pancreas, ha scelto di non rinunciare alla sua grande passione: la corsa. O, meglio o peggio ancora, alle maratone. «Per me la corsa» dice Pangia, «è un modo per conoscere il proprio corpo, esercitare la costanza e la capacità di reagire in casi estremi, un appiglio per stare bene fisicamente e psicologicamente».  E un’alleata nella lotta contro un tumore al pancreas in stadio avanzato. Pedagogista e formatore di Castelnovo di Isola Vicentina, Nicola Pangia ha affrontato la 25esima corsa Cortina-Dobbiaco: 30 chilometri immersi nel verde delle Dolomiti.

Da gennaio è in cura per un adenocarcinoma alla coda del pancreas al terzo stadio. La diagnosi gli era arrivatadopo un malore alla maratona di Berlino. Da allora, sono trascorse varie chemio. Senza mai farsi mancare due o tre allenamenti a settimana. Almeno quando le forze lo permettevano.

Ma perché questa passione? «La corsa è diventata la mia terapia complementare» rivela Nicola, «perché mi aiuta a scaricare la tensione e a sentirmi ancora integro, vivo, capace. In più a Natale, quando ancora non sapevo l’origine dei miei problemi, la mia compagna mi aveva regalato l’iscrizione alla Cortina-Dobbiaco. L’ho preso come un segnale. Anche se si era aggiunto il tumore come terzo incomodo, volevo farcela». E così è stato. Tempo della gara, quattro ore e cinque minuti, ma questo è un dato statistico insignificante.

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