Autofocus sugli occhiali da vista: addio alle lenti graduate?

Gli occhiali basati su un sistema di autofocus invisibile

Potrebbe essere una vera e propria rivoluzione nel mercato mondiale degli occhiali. Un mercato valutato in 175 miliardi di euro e sempre in crescita dell’8-9 per cento all’anno. Di cosa si tratta? Di quella che, per ora, viene indicata come una potenziale rivoluzione ovvero IXI, una startup finlandese che si è posta un obiettivo ambizioso: risolvere i problemi di vista delle persone. In che modo? Il co-fondatore e Ceo di IXI Niko Eiden (ex-Nokia e co-fondatore di Varjo) ritiene che i colossi della tecnologia «non stanno davvero correggendo i problemi di vista», ma vedono gli occhiali come una nuova piattaforma indossabile per assistenti AI o per catturare contenuti multimediali.

La nuova startup IXI, invece, affronta il problema della vista che cala. Gli altri giganti tecnologici investono miliardi in visori per realtà virtuale, oppure in visori per realtà virtuale dotati di Ai e telecamere. Altri, ancora, come i Nuance di Essilor Luxottica sono capaci di vedere e sentire.

Il mercato si espande

I dati dicono che i problemi alla vista stanno peggiorando e questo è anche colpa dell’impiego intensivo di video, smartphone e tablet. Da tempo le soluzioni adottate per integrare la mancanza della vista sono le lenti tradizionali come quelle progressive e bifocali. Non senza procurare disagi e fastidi.

La nuova tecnologia

La tecnologia sviluppata da IXI si basa su un sistema di autofocus invisibile che utilizza principi fisici consolidati come quelli delle macchine fotografiche.

Nella montatura vengono sistemati dei sensori a infrarossi impegnati a monitorare continuamente il movimento degli occhi attraverso l’emissione di impulsi luminosi. Questi, misurano i riflessi che rimbalzano dall’occhio così da stabilire se si sta guardando da vicino, da lontano o a distanza intermedia. Tutte queste informazioni vengono poi trasmesse attraverso un microcontrollore incorporato nel ponte nasale che invia segnali elettrici alle lenti. Queste ultime non sono lenti “normali”, ma composte da cristalli liquidi inseriti tra due strati di plastica.

Attraverso il campo elettrico, i cristalli liquidi cambiano orientamento modificando l’indice di rifrazione della lente e mettendo così a fuoco qualsiasi oggetto si stia guardando. E in tempi davvero brevi visto che si parla di un tempo di latenza di 0,2 secondi.

Tutta questa tecnologia è contenuta nella montatura di un normale paio di occhiali.

Finora si sta ancora a lavorare per definire meglio l’applicazione di questa nuova tecnologia, ma già si parla di tenere le prime dimostrazioni pubbliche degli occhiali autofocus entro la fine del 2025. Si vedrà.

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