Negli Usa il primo skateboard park accessibile ai non vedenti

Dan Mancina

Nei pressi di Detroit, in Michigan, c’è uno skate park  accessibile anche a chi non vede. Sorge su una proprietà di poco meno di 5mila metri quadrati, ma ha tutti i crismi per essere percorso da chi, come l’ideatore, ha una disabilità visiva.

Ad averlo progettato è infatti Dan Mancina, atleta paralimpico di skateboard presente ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. «Tutti dovrebbero avere l’opportunità di provare a fare skateboard» spiega l’atleta statunitense. Da qui, l’idea di costruire uno skate park accessibile.

Chi è Dan Mancina

Lo skateboarder Daniel Mancina, classe 1987, è da sempre appassionato della disciplina. A vent’anni, quando ha perso quasi del tutto la vista a causa della retinite pigmentosa, ha però dovuto fermarsi. Sembra la fine di una promettente carriera. Invece, due anni dopo, Dan torna in pista accompagnandosi con un bastone bianco.

All’inizio, lo utilizza per orientarsi negli skate park e in città, per scansare gli ostacoli e individuare le crepe nell’asfalto. Poi la svolta. Dan riesce a migliorare la propria tecnica fino a eseguire vere e proprie acrobazie sullo skate che gli valgono migliaia di follower sui social.

«Credevo davvero che lo skateboard fosse un capitolo passato della mia vita» ricorda Dan, «ma alla fine mi è bastato solo riprovare e rendermi conto che potevo tornare a farlo. Sono sempre la stessa persona e posso ancora fare tutto quello che amo. Devo solo farlo in modo diverso».

Il parco

Attingendo a una raccolta fondi, Dan ha acquistato una casa con un terreno di quasi 5mila metri quadri, ideale per essere ricoperto di cemento e trasformato in uno skate park. Il progetto, denominato “Il Ranch”, presenta diversi elementi per compiere acrobazie, tutti ovviamente accessibili.

Le strutture sono infatti più lunghe e più larghe per facilitarne l’uso da parte di persone con disabilità visiva, dando così «più tempo per capire dove ci si trova. Non potendo vedere, è necessario sentirlo» spiega Dan. Inoltre, ogni struttura è collegata all’altra, per dare modo a chi usa un bastone di orientarsi nel percorso.

Ad aprile 2025, i lavori sono finalmente giunti al termine e ora il parco è pronto per il prossimo passo, in attesa di essere coperto e utilizzato anche durante l’inverno per ospitare gare e workshop.

Lo skate park di Mancina «è per tutti, chiunque sia ipovedente o non vedente», sottolinea l’atleta. «Sarà aperto a chiunque. Al momento, ho una lista di persone che hanno figli non vedenti, ma è uno spazio in cui le persone possono venire a fare skateboard, divertirsi e trasmettere l’amore per lo skateboard a chi non vede».

Roberta Gatto

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