Il miglior datore di lavoro 2025? È Ferrero
Al primo posto per i lavoratori italiani c’è Ferrero. Stipendi e giusto equilibrio tra vita e lavoro i punti di forza apprezzati dai dipendenti.
Potrebbe sembrare il nuovo slogan dell’azienda, invece è una realtà confermata dal Randstad Employer Brand, il premio conferito annualmente alle migliori realtà lavorative divise per settore.
Così, accanto al colosso di Alba, troviamo anche Abb nell’elettronica, Automobili Lamborghini nell’automotive, Brembo nella componentistica auto, Chiesi Farmaceutici nel farmaceutico, EssilorLuxottica nell’industria metallurgica, Gruppo Mondadori nei media, Ibm nell’ICT, Italo nei trasporti, Leonardo nell’aeronautico e Maugeri nella Sanità.
Cosa attrae i lavoratori italiani
Ma cosa spinge i lavoratori a giudicare un’azienda più attrattiva rispetto a un’altra? Il 59 per cento degli italiani mette al primo posto l’equilibrio vita– lavoro, il 56 per cento ricerca un’atmosfera piacevole, il 54 per cento una retribuzione adeguata, il 47 per cento la sicurezza del posto e il 45 per cento diversità e inclusione, dato questo molto positivo se si pensa come per la prima volta la percentuale superi quella della carriera (44 per cento).
Seguono poi formazione, solidità finanziaria, possibilità di lavoro da remoto, reputazione, contenuto del lavoro interessante, attenzione all’ambiente, management di valore, utilizzo di tecnologie avanzate, qualità dei prodotti e servizi, posizione comoda da raggiungere.
Una realtà vincente
Alla luce di queste considerazioni, non stupisce trovare Ferrero al primo posto tra le aziende in grado di attrarre talenti. «Da sempre in Ferrero adottiamo una politica che mette le persone al centro, ritenendo che queste siano le vere artefici del successo del Gruppo» spiega Deborah Zago, head of Hr Italy Bu di Ferrero. «In questo contesto, la nostra strategia di employer branding ha un ruolo centrale. Vogliamo raccontare con autenticità chi siamo, cosa ci distingue e perché lavorare in Ferrero significa far parte di un ambiente che valorizza la crescita, la responsabilità e il senso di appartenenza. È un’area strategica perché ci permette di ascoltare le aspettative delle nuove generazioni, valorizzare i tratti distintivi della nostra cultura e costruire un dialogo continuo con chi già lavora con noi e con chi potrebbe entrare a far parte della nostra squadra. Non si tratta solo di attrarre talenti, ma di consolidare ogni giorno una reputazione fondata su coerenza, fiducia e cura delle persone».
Ferrero è infatti stata scelta dal 68 per cento dei lavoratori proprio per la capacità di garantire una giusta retribuzione, un buon equilibrio tra vita e lavoro e un’attenzione particolare alle necessità delle nuove generazioni, confermandosi come un fiore all’occhiello dell’industria italiana.
Roberta Gatto