Nasce l’assistente infermiere
La pubblicazione in Gazzetta ufficiale (numero 142 del 21 giugno) formalizza quanto stabilito a ottobre dello scorso anno dall’Accordo tra Stato-Regioni: nasce la figura dell’assistente infermiere, un operatore sanitario che avrà il compito di assistere le persone adulte con problemi di salute. Si tratta di pazienti cronici, di persone con disabilità o disturbi di salute mentale, ma anche acuti che devono seguire una particolare cura. La nuova figura potrà lavorare in tutti gli ambiti sanitari.
I requisiti
Per diventare assistente infermiere occorre avere la qualifica di operatore sociosanitario (Oss), un diploma di scuola secondaria di secondo grado e almeno 24 mesi di servizio. L’Oss dovrà anche seguire un periodo di formazione di almeno 500 ore nell’arco di 6-12 mesi, poi completato da un tirocinio di almeno 280 ore. In mancanza del diploma saranno necessari cinque anni di esperienza maturati negli ultimi otto e la frequentazione di un corso di 100 ore.
È previsto anche un momento di aggiornamento professionale annuale obbligatorio di un’ora per ogni mese lavorato.
Il suo ruolo
L’assistente infermiere entra a pieno titolo nell’elenco delle professioni sociosanitarie, collabora con gli infermieri e svolge alcuni compiti che non sono consentiti all’Oss, ma erano prerogativa degli infermieri come la misurazione dei parametri vitali e la somministrazione di terapie, sempre su indicazione dell’infermiere.
Protesta degli infermieri, perplessità degli oss
Dai rappresentanti sindacali degli infermieri, la novità non è considerata positivamente, perché si tratterebbe solo di un modo per coprire la carenza di personale, senza alcuna efficacia sulla qualità del’assistenza. Anche in casa Oss non si fanno i salti di gioia: perché mancano una cornice normativa adeguata e garanzie di copertura economica e assicurativa. Il rischio è che le regioni si muovano in direzioni diverse e creino una categoria con ruolo, compiti e retribuzioni diverse a seconda del territorio di appartenenza.
Il nuovo Oss
Un altro decreto prevede la revisione della figura dell’Oss, a oltre vent’anni dalla sua istituzione. La novità principale riguarda il corso di formazione che sarà di almeno mille ore, divise in 450 di teoria, 450 di pratica e altre 100 flessibili sulla base del singolo progetto. L’obiettivo è quello di avere una figura omogenea sul territorio nazionale in termini di preparazione e formazione e sempre più adeguata alle esigenze attuali, a partire dai servizi territoriali e domiciliari.
Giuseppe Giuliani