Incidenti sul lavoro: istituito l’Osservatorio regionale sardo
«Tutelare il lavoro e le sue condizioni nel rispetto dei principi costituzionali». Questo uno degli obiettivi del Piano Regionale di Sviluppo (Prs) della Regione Sardegna che ha motivato l’istituzione dell’Osservatorio Regionale sullo sfruttamento lavorativo in Sardegna. La delibera è arrivata ieri dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore del Lavoro Desirè Manca, d’intesa con gli assessori regionali dell’Agricoltura, dell’Industria e del Turismo. L’organismo sarà composto da rappresentanti designati da Anci, Cal (Consiglio delle Autonomie Locali), Università degli Studi, Ispettorati territoriali del lavoro presenti in Sardegna, Inps, Inail, Istat, organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Gli obiettivi
«La complessità del fenomeno dello sfruttamento lavorativo» afferma l’assessore del Lavoro Manca, «e in particolare dei gruppi sociali più vulnerabili della popolazione e della forza lavoro, costituisce una vera e propria “questione sociale” prioritaria che va affrontata garantendo a ogni persona condizioni di vita e occupazionali dignitose». Non solo: «la lotta allo sfruttamento garantisce uno sviluppo etico e sostenibile e costituisce il presupposto di un’equa crescita economica e sociale per il territorio, contrastando così pratiche illegali come il caporalato che danneggiano, oltre i lavoratori e le lavoratrici, le stesse imprese e il mercato».
Le condizioni nelle altre regioni
«Sebbene in Sardegna, rispetto ad altre regioni, la situazione risulti meno grave» sottolinea ancora Desirè Manca, «è tuttavia importante rafforzare le azioni di vigilanza e controllo, soprattutto contro lo sfruttamento sessuale e lavorativo, in particolare di donne e minori, e la tratta di esseri umani».
L’amministrazione regionale e, indirettamente, tutti gli attori del territorio nella prevenzione e contrasto al fenomeno del caporalato vede ora l’inserimento di un obiettivo specifico nel Prs della Regione Sardegna in materia di tutela delle condizioni di lavoro. E c’è l’impegno a contrastare qualsiasi altra forma illecita di intermediazione e sfruttamento, tramite azioni di supporto tecnico e capacity-building (sviluppo delle capacità) in raccordo con la rete delle altre istituzioni pubbliche e organismi privati.
«I risultati incoraggianti del progetto Caslis (Contrasto Allo Sfruttamento Lavorativo In Sardegna) avviato nel 2022 su proposta del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali» ricorda ancora l’esponente della Giunta, «hanno confermato l’esigenza di istituire in tempi brevi l’Osservatorio che si configura come un network di attori istituzionali, nell’ottica della governance multilivello, dell’interoperabilità tra amministrazioni e nella co-progettazione».
Gli impegni presi a Olbia
Lo scorso 3 e 4 luglio a Olbia, in occasione della recente Prima Conferenza regionale sull’immigrazione, gli impegni erano stati riaffermati nella Dichiarazione conclusiva. «Ora, tenendo fede a quell’impegno assunto» conclude Desirè Manca, «l’istituzione dell’Osservatorio consentirà una attenta programmazione delle politiche e degli interventi per la regolarizzazione del lavoro tale da destrutturare i processi alla base dell’illegalità, preceduta dall’attivazione di circuiti virtuosi di inserimento, permanenza e mobilità lavorativa, contribuendo inoltre alla perdita di valore e di vantaggio economico delle pratiche, abusanti, ricattatorie e violente di reclutamento della manodopera».