Infortuni sul lavoro, Sardegna triste primato

A niente è servito il “Patto di Buggerru” firmato il 4 settembre del 2024, quando furono finanziati i fondi per gli interventi previsti contro gli infortuni sul lavoro. Fondi finanziati, ma mai stanziati. E così anche nell’ultima legge di Bilancio regionale, quei soldi restano fantasmi. Per questo, il segretario regionale della Cisl Pier Luigi Piredda chiede di recuperare nella Legge di Bilancio gli interventi previsti proprio nel “Patto di Buggerru” contro gli infortuni sul lavoro. Così come era stato ignorato nella Finanziaria dell’anno scorso, così nel recente assestamento di bilancio da quasi 800 milioni. Tutto è rimasto sulla carta, e quel Patto dove si prevedeva un investimento di 30 milioni in tre anni, (annunciato con tanta enfasi e firmato dalla presidente della Regione Alessandra Todde) con l’approvazione e il plauso dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil è rimasto sulla carta: soldi non stanziati e quindi inesistenti. Eppure, il luogo della firma di quel patto era avvenuto in una data e luogo simbolico: Buggerru, 120esimo anniversario dell’eccidio avvenuto il 4 settembre 1904, quando l’esercito regio sparò contro un corteo dove erano stati uccisi quattro minatori (Felice Littera, Salvatore Montixi, Giovanni Pilloni e Giustino Pittau). Fatto che provocò pochi giorni dopo il primo sciopero generale d’Italia.

Gli appelli dei sindacati

Ignorati dal Consiglio Regionale, dalla Giunta e dalla maggioranza gli appelli di Giuseppe Durante segretario regionale della Cgil: «il confronto tra il governo regionale e le parti sociali deve vedere non solo annunci ma atti concreti». Dello stesso tenore quello del segretario generale della Cisl sarda Pier Luigi Ledda che torna a riproporre il problema in vista della prossima legge Finanziaria descrivendo purtroppo un quadro a tinte fosche sulla Sardegna. A dirlo è l’ultimo report annuale dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, aggiornato al 31 dicembre 2024. Ebbene, l’Isola registra un’incidenza di 46,8 infortuni mortali ogni milione di occupati, dato in netta crescita rispetto al 31.2 del 2023 inferiore al 33.7 del 2021 che però nel 2022 era sceso al 28.3. Quel 46.8 dell’anno scorso (più 15.6 rispetto al 2022 e di 12.7 punti sopra la media nazionale del 34.1) colloca l’Isola nella cosiddetta “zona rossa” delle regioni col più alto rischio infortunistico. A precederla al sesto posto vi sono nell’ordine la Basilicata (82.4), Valle d’Aosta (70.4), Umbria (51,5), Trentino (51.2), Campania (49.9) precedendo la Sicilia (56.1).

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