In Giappone, la stazione ferroviaria è indicata dalla musica

Ogni stazione ferroviaria ha la sua melodia. E così, oltre agli altoparlanti, i viaggiatori ciechi e ipovedenti aggiungono un riferimento su dove si trovino a viaggiare. Canzoni brevi e piacevoli aggiungono una componente estetica e sono progettate e realizzate per aiutare i passeggeri ciechi e ipovedenti a identificare la loro posizione di viaggio: tutto questo grazie al suono melodico che distingue ciascuna stazione.

Melodie scelte con cura così da essere facilmente ricordabili, ma soprattutto caratterizzate da un senso di identità per ogni stazione. Così, per i turisti è anche un viaggio di scoperta sulle tradizioni locali giapponesi aggiunto un tocco in più di inclusività e accessibilità per quanti sopportano una disabilità sensoriale.

L’idea è basata soprattutto sulla grande tradizione musicale del Paese del Sol Levante. Da secoli esistono diversi generi musicali distinti e ognuno con un proprio stile e caratteristiche particolari. Tra i generi più popolari si ricorda il Gagaku, una delle forme più antiche di musica tradizionale giapponese. Risale a 1.200 anni fa e viene spesso suonata in occasione di cerimonie imperiali e religiose.

C’è poi lo Shòmyò, un canto buddista che si è evoluto dal buddismo importato dalla Cina nel VI secolo. Qui, le voci dei monaci si fondono armoniosamente in melodie impiegate nei templi buddisti.

A seguire c’è il genere del Min’yò, anche questa musica popolare giapponese che riflette la vita quotidiana degli abitanti locali.

Tutte queste musiche vengono suonate con strumenti tradizionali come lo shamisen (un liuto a tre corde), il taiko (un tamburo giapponese) e il flauto shakuhachi. Le canzoni Min’yō sono energiche, piene di emozioni e raccontano storie radicate nella cultura giapponese.

Bachisio Zolo

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