L’arte come rivoluzione inclusiva: intervista a Daniela Alleruzzo, ideatrice di Pythika – Giochi Pitici

“Pythika Giochi Pitici” è l’iniziativa ideata e promossa da L’Arte nel Cuore Onlus e Daniela Alleruzzo è la donna che ha trasformato l’arte in un progetto di libertà. Alla presentazione svolta a Palazzo Chigi a Roma vi erano attori e partner di primo piano, tra cui il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, gli artisti Neri Marcorè, Giorgio Marchesi, Maurizio Fabrizio, Enzo Campagnoli, Katia Astarita, oltre a sponsor come Bcc Roma, Medusa Film, Rds e Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti.
Tra i presenti anche Roberto Pili, presidente di Ierfop Onlus
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Daniela Alleruzzo, fondatrice e presidente di L’Arte nel Cuore Onlus, ha rivoluzionato il concetto di inclusione culturale. Nel 2005 ha creato la prima accademia al mondo dedicata all’integrazione sociale attraverso la formazione artistica, con l’obiettivo di dare a ragazzi con e senza disabilità la possibilità di crescere insieme.
In quasi vent’anni, l’associazione ha formato oltre 7mila studenti, molti dei quali hanno trovato spazio nel mondo dello spettacolo (dalle fiction televisive ai tour teatrali, fino al doppiaggio e alle serie Tv) dimostrando come la disabilità non sia un limite, ma una risorsa.

Pythika è una competizione artistica unica nel suo genere. Da dove nasce l’idea di reinterpretare i Giochi Pitici dell’antica Grecia e quale impatto spera di avere sulla società?
«L’inclusione vera non può essere basata sulla compassione, ma su pari opportunità. Se vogliamo davvero includere, dobbiamo trattare i ragazzi con disabilità come chiunque altro, anche attraverso una sana competizione. Quando li si fa gareggiare e confrontare, si invia un messaggio potentissimo: non sono persone “da proteggere”, ma artisti in grado di esprimere talento e passione.
Con Pythika vogliamo mostrare che il palcoscenico può diventare uno spazio di libertà e visibilità, dove la disabilità non è un’etichetta, ma parte di una storia unica».

Alla presentazione era presente anche Roberto Pili, presidente dell’Ente di formazione professionale Ierfop . Quanto conta per voi la collaborazione con realtà come questa?
«Dal primo incontro avuto c’è stata una sintonia naturale. Ha creduto subito nella nostra visione e ci ha incoraggiati a portarla avanti.
Lavorare insieme a enti come Ierfop e ad altre associazioni, significa costruire una rete che sostiene i ragazzi, non solo durante la competizione, ma anche dopo, nel loro percorso professionale e personale.
L’inclusione è un obiettivo che si può raggiungere solo unendo le forze: istituzioni, enti formativi, scuole e realtà artistiche devono collaborare per cambiare la mentalità collettiva».

L’arte è uno strumento potente per superare barriere e pregiudizi. Quali valori vuole trasmettere Pythika?
«L’arte, per me, è sempre stata uno spiraglio di luce. Attraverso la musica, la danza e la recitazione, i ragazzi possono trovare la loro voce, raccontare se stessi e trasmettere emozioni che vanno oltre la disabilità.
Pythika vuole insegnare coraggio, perché serve coraggio per salire su un palco ed esporsi al giudizio del pubblico. Vuole promuovere autenticità, perché ogni storia è unica e va valorizzata nella sua verità. E infine speranza, quella che nasce quando il talento viene riconosciuto e accolto senza pregiudizi».

Vi è grande attenzione da parte delle istituzioni e del mondo culturale. Quali sono i prossimi passi per far crescere Pythika?
«Il nostro obiettivo è che Pythika diventi un appuntamento annuale, con una portata internazionale. Abbiamo già avviato una collaborazione con il Mei (Meeting etichette indipendenti), permettendo così a uno degli artisti vincitori di produrre un disco professionale.
Inoltre, l’11 aprile, giorno della finale, organizzeremo lo Special Pythika, con esibizioni non competitive, dando spazio a diverse forme di disabilità.
Vogliamo costruire un ecosistema inclusivo, dove l’arte non sia mai solo spettacolo, ma anche crescita e cambiamento sociale».

Guardando ai prossimi cinque anni, quale contributo possono dare formazione e ricerca, come quelle portate avanti da Ierfop, a Pythika?
«La formazione è il ponte che collega il sogno alla realtà. Non vogliamo che Pythika sia solo una gara: deve diventare un punto di partenza per creare opportunità lavorative. Qui realtà come Ierfop giocano un ruolo fondamentale: con la loro esperienza, possono accompagnare i ragazzi verso percorsi professionali concreti. Se l’arte accende la scintilla, la formazione dà la struttura per farla brillare nel tempo».

Come partecipare a Pythika

Dal 16 settembre 2025 è già possibile iscriversi gratuitamente tramite il sito www.pythika.it. La competizione è aperta ad artisti dai 15 anni in su, con e senza disabilità, di qualsiasi nazionalità.
Il percorso prevede:

  • Selezioni regionali online: gennaio e febbraio 2026
  • Semifinale: 10 aprile 2026
  • Finale: 11 aprile 2026, presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma.

Le squadre potranno essere miste, con un massimo del 25 per cento di componenti senza disabilità.

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