Il dramma tutto italiano dei medici di famiglia

In Lombardia, Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino-Alto Adige si sta verificando una vera emergenza: i concorsi banditi per la medicina generale non coprono i posti disponibili. I posti ci sono, ma le aule restano mezze vuote. Il ricambio generazionale non arriva e in dieci anni sono “spariti” oltre 7mila medici di famiglia. Lo dicono i numeri, perché si è passati dai 45.203 del 2013 ai 37.983 del 2023: quasi il 20 per cento in meno. Così, oltre cinque milioni di italiani non trovano un medico di riferimento. La Fimmg, il principale sindacato di categoria ipotizza come la cifra potrebbe salire a otto milioni entro pochi anni.

I dati della Fondazione Gimbe

Come si è arrivati a questa situazione? I concorsi per il corso triennale di formazione in medicina generale non riescono ad attrarre nuovi medici. Nel 2024, su 2.623 borse di studio disponibili, solo 2.240 candidati si sono presentati e così, un 15 per cento di posti rimane vuoto.

La prospettiva medio futura, rivela anche come più di un terzo dei medici andrà in pensione entro il 2035. Secondo la Fondazione Gimbe, entro il 2027 smetteranno di lavorare 7.345 medici di medicina generale, mentre oggi già mancano oltre 5.500 professionisti.

Le conseguenze sono lunghe liste d’attesa per cambiare medico e sostituzioni a rotazione. Non proprio il massimo per l’utente paziente.

Ma perché è avvenuta questa perdita d’appeal per fare il medico di famiglia? Intanto, la borsa di formazione per chi sceglie la medicina generale vale 900 euro al mese. Le altre specializzazioni ne prevedono 1.600 euro circa. Incidono anche i costi di gestione come studio, segreteria, i vari strumenti di lavoro con non ultimo il programma con tanto di app e che il medico deve acquistare da sé. Con la burocrazia a soffocare e togliere tempo a chi vuole curare i malati, visitarli. E invece si deve combattere con ricette, certificati e piattaforme informatiche diverse da regione a regione.

La popolazione

La popolazione invecchia e così, la pressione lavorativa sul medico di famiglia si aggrava. Negli ultimi quarant’anni, gli over 80 si sono triplicati e in Italia si è passati da 1,4 a 4,5 milioni. Non solo ottantenni: nel 2034, secondo le proiezioni Istat, gli over 65 saranno quasi 17 milioni: il 29 per cento della popolazione.

Tutti questi numeri si incrociano con quelli della crisi demografica della professione e il massimale fissato negli anni Ottanta di 1.500 assistiti per medico diventa un carico insostenibile.

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