Scuola e disabilità, proroga dei mini corsi per insegnanti di sostegno

Quasi un blitz. Sulla norma riguardante la riforma degli esami di maturità e il corretto avvio dell’anno scolastico è stato inserito un emendamento che riguarda gli insegnanti di sostegno nelle scuole. Si tratta della proroga (anche per il prossimo anno) dei mini corsi di specializzazione sul sostegno agli studenti con disabilità assegnati (eccezionalmente) lo scorso anno. Anche per quest’anno si autorizza a continuare con i percorsi formativi di 30 Cfu (crediti formativi universitari) dimezzati rispetto a quelli ordinari gestiti sempre dalle Università con ben 60 Cfu corrispondenti a 1.500 ore di lezioni, tirocini e laboratori da svolgersi in presenza. Invece ora si autorizzano a distanza e la frequenza in contemporanea di oltre 2.300 docenti.

L’anno scorso la motivazione dell’adozione di questo sistema formativo era stata spiegata con l’esigenza di colmare il vuoto di docenti di sostegno specializzati. Ora l’eccezione diventa la regola.

A nulla era servita la protesta della SIPeS (Società Italiana di Pedagogia Speciale) contro quella norma eccezionale così come quelle delle Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie. Le proteste comunque avevano portato all’aumento di dieci Cfu e all’impegno del Governo a non ripetere mai più la riduzione della formazione necessaria dei docenti impegnati nell’inclusione scolastica.

Impegni ora totalmente disconosciuti dal Governo, ma che hanno provocato le reazioni. Molti docenti specializzati con i corsi ordinari, genitori, docenti universitari ed esperti hanno costituito due comitati: il primo denominato Collettivo dei Docenti di Sostegno Specializzati (Cdss), l’altro Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale (Muiss). Entrambi hanno inviato ai parlamentari proteste e richieste di ritiro dell’emendamento.

Non solo. Le associazioni aderenti alla Fish hanno inviato ai parlamentari, tramite la Federazione stessa, ben tre richieste di ritiro: due al Senato quando la legge era in esame in sede referente e l’altra quando è arrivata in Aula. La terza è stata inviata alla Camera, con la richiesta almeno dell’aumento di altri 10 Crediti Formativi Universitari. Risultato? Tutto inutile, perché il 28 ottobre la Legge, è stata approvata con l’emendamento criticato.

La situazione

Certamente i numeri giustificano la “facilitazione” dei tempi dei corsi di specializzazione dei docenti. Il ministero ha già bandito per il prossimo anno un concorso per circa 8mila posti di sostegno. Sarebbe un numero sufficiente, se non fosse che ormai da tempo, annualmente transitano da posto di sostegno a cattedra disciplinare circa 10mila docenti di sostegno di ruolo. Quindi, già quest’anno, si creerà un ulteriore “vuoto” di 2mila docenti specializzati. Senza contare quanti andranno in pensione.

E tutto questo quando quest’anno si celebrano i cinquant’anni dall’emanazione del cosiddetto “Documento Falcucci” del 1975, quando si diedero i princìpi fondamentali sull’integrazione scolastica.

Bachisio Zolo

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