La violenza di genere in Italia ha una dimensione sistemica
A dirlo sono i dati Istat. La violenza di genere in Italia non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale, sistemico e i femminicidi sono solo la manifestazione più grave. Secondo i numeri fornito dall’Istituto nazionale di statistica, nel 2024, il 31,5 per cento delle donne tra i 16 e i 70 anni (poco meno di 7 milioni di persone) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza. Più nello specifico, il 20,2 per cento ha vissuto episodi di violenza fisica, il 21 per cento di natura sessuale e il 5,4 per cento forme più gravi come stupri o tentati stupri.
Le caratteristiche
Le forme più gravi di violenza nei confronti delle donne sono responsabilità di persone che rientrano nella loro cerchia più ristretta di conoscenze. Gli stupri, per esempio, vengono commessi nel 62,7 per cento dei casi da partner o ex. Seguono amici (9,4 per cento) e parenti (3,6 per cento).
I dati precedenti
Rispetto alla precedente indagine sull’argomento pubblicata dall’Istat nel 2006 è stata registrata una diminuzione della violenza fisica e sessuale da parte dei partner, così come un calo delle molestie. Rimane invariato il numero di stupri e tentati stupri, così come le violenze fisiche da parte dei non partner. È necessaria una profonda messa in discussione della cultura dominante nel nostro Paese. Una necessità che non può essere delegata soltanto alle famiglie e ai singoli, ma deve essere presa in carico dallo Stato.
La scuola
La recente indagine “La scuola degli affetti”, condotta da Coop e Nomisma su un campione di duemila persone, conferma come il 70 per cento degli italiani vorrebbe l’introduzione dell’educazione sentimentale nelle scuole. E questo come forma preventiva dei fenomeni di odio ed emarginazione. Il 90 per cento degli intervistati è convinto che le aule scolastiche siano il contesto ideale per educare alle relazioni. Per molti sarebbe necessario sin dalle elementari.
Chi deve sovraintendere a questo compito? Il 68 per cento degli intervistati suggerisce il coinvolgimento di esperti esterni (come psicologi e pedagogisti) nei programmi scolastici. Otre la metà degli intervistati ritiene fondamentale che gli insegnanti ricevano una formazione specifica sulla materia. Il 90 per cento dei genitori desidera che i programmi educativi scolastici coprano sia le relazioni interpersonali che la sessualità.