Riconoscimento della sordo cecità: una rivoluzione per i diritti civili

È stato approvato in via definitiva il Ddl Semplificazioni-bis dove viene esteso il riconoscimento della condizione di sordocecità senza più discriminazioni legate all’età di insorgenza. In pratica, a parità di condizioni, corrispondono parità di diritti. Sono state infatti superate le differenze che per troppo tempo hanno penalizzato chi ha sviluppato la sordo cecità in età differenti, nonostante identiche compromissioni sensoriali. Insomma, un passo decisivo e tanto atteso per migliaia di persone in Italia.

La nuova norma

Più precisamente, la nuova norma riconosce la sordo cecità come «disabilità unica, specifica e distinta». Inoltre include tutte le persone con compromissioni combinate (totali o parziali) di vista e udito, congenite o acquisite, indipendentemente dall’età di insorgenza. In questo modo, viene data piena e concreta attuazione alla Legge 107/2010.

Insomma, una modifica e adeguamento che ha il sapore della giustizia sociale, del lavoro di rete tra istituzioni e associazioni, della determinazione delle famiglie e della forza delle persone sordo cieche che non hanno mai smesso di chiedere uguaglianza e dignità.

«Dobbiamo trasformare questa storica affermazione giuridica» afferma il presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto, «in diritti concretamente esigibili nella vita quotidiana, perché il riconoscimento legislativo sia davvero autonomia, partecipazione, accessibilità opportunità e supporti adeguati su tutto il territorio nazionale. E questo perché» conclude Barbuto, «nessuna persona, mai, possa essere esclusa a causa di quando una disabilità emerge, ma solo sostenuta nel riconoscimento della sua identità».

Bachisio Zolo

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