L’accordo tra Autorità Garante delle persone con disabilità e Carabinieri

Si tratta di un accordo importante. L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno siglato un protocollo di collaborazione teso a rafforzare la vigilanza sulle strutture che ospitano persone con disabilità. Nell’accordo si prevedono visite congiunte con accesso illimitato a Residenze Sanitarie Assistenziali, case-famiglia e case di riposo. Attraverso questo accordo, si potrà verificare il rispetto dei diritti fondamentali degli ospiti.

L’accordo

Tutto nasce lo scorso 17 dicembre tra l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. Insieme hanno siglato il protocollo di collaborazione. E si sono poste le basi per il rispetto dei diritti fondamentali degli ospiti, compresa l’assistenza socio-sanitaria e la possibilità di una vita sociale e relazionale soddisfacente.

Gli effetti
L’Autorità Garante, anche sulla base di eventuali segnalazioni ricevute, avvierà le visite presso le strutture. Il tutto, in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e i suoi Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità). A questi ultimi è affidato il compito di garantire il supporto logistico, mettendo a disposizione il proprio personale per ispezioni in vari ambiti, tra cui la verifica delle autorizzazioni, dei requisiti strutturali e igienici e della gestione della cura delle persone ospitate, tra cui anche la selezione dei fornitori e la formazione del personale.

In questo modo, «l’Autorità potrà svolgere uno dei propri compiti, ovvero quello delle visite presso le strutture che ospitano le persone con disabilità», dichiara il presidente del Collegio dell’Autorità Garante Maurizio Borgo, «e queste visite sono state pensate dalla Legge istitutiva dell’Autorità [il Decreto Legislativo 20/24, N.d.R.] con un intento collaborativo e avranno un duplice obiettivo: verificare che le persone con disabilità ricevano un’adeguata assistenza socio-sanitaria e, non meno importante, siano messe nelle condizioni di condurre una vita sociale e relazionale nel pieno rispetto dei loro diritti, così da realizzare il loro progetto di vita, come previsto dalla riforma in materia di disabilità».

Bachisio Zolo

Lascia un commento