Della serie Disabilità nella Storia: Elizabeth Barrett Browning (8 marzo 1806 – 29 giugno 1861)
Di Roberta Gatto

Elizabeth Barrett Browning
Elizabeth Barrett Browning nasce nella contea di Durham, in Inghilterra, l’8 marzo 1806. Figlia maggiore di Edward Moulton Barrett, un colono delle Indie occidentali, Elisabeth trascorre la propria infanzia a Hope End, nell’Herefordshire, insieme alle sue due sorelle e agli otto fratelli in una fastosa dimora in mezzo alla campagna inglese.
Qui ha modo di entrare in contatto con la natura, di andare a cavallo, di interessarsi alla poesia e di scrivere le sue prime opere. All’età di 14 anni ha già pubblicato la sua prima raccolta, un fatto straordinario non solo per la precocità del suo talento, ma anche e soprattutto perché nell’epoca della Reggenza, le donne difficilmente riescono a farsi strada nel mondo artistico e letterario. È quindi un’infanzia tutto sommato spensierata e privilegiata quella di Elisabeth, almeno fino all’adolescenza.
L’incidente e la disabilità
È il 1821 quando, all’età di 15 anni, un incidente a cavallo le lesiona la spina dorsale. Comincia così per la giovane una vita di reclusione, nella quale trova sempre più conforto nei libri e nella scrittura. Il male di cui soffre è di natura sconosciuta e si acuisce pian piano, rendendola fragile tanto nel corpo quanto nello spirito.
Nel 1838, Elisabeth si trasferisce con la famiglia a Londra, al n. 50 di Wimpole Street. Nel frattempo, la perdita della madre e del fratello Edward la rendono persino più malinconica e restia a uscire di casa. Unico compagno è lo Spaniel Flash, protagonista di una biografia a lei dedicata dalla scrittrice Virginia Woolf, e suoi unici amici la penna e il calamaio, con i quali compone i suoi versi.
L’incontro con Robert Browning
Sono proprio le poesie, nelle quali Elisabeth riversa i propri sogni e ideali, a portare nella sua vita un cambiamento radicale. Presto, infatti, la giovane diventa una delle poetesse più popolari della sua epoca, anche grazie a lavori di denuncia sociale come The Cry of the Children, dove denuncia le condizioni disumane del lavoro minorile nell’Inghilterra vittoriana.
I suoi versi appassionati attirano l’attenzione di un poeta emergente, Robert Browning, di sei anni più giovane di lei, con il quale comincia una fitta corrispondenza, dalla quale nasce poi un sincero affetto. Per Elisabeth è l’inizio di un amore capace di farla uscire dalla gabbia dorata nella quale si è rinchiusa.
Matrimonio e trasferimento in Italia
Il 20 maggio 1845 Robert le fa finalmente visita. È il primo momento di rottura con la clausura che Elisabeth si è auto-imposta. Due giorni dopo, lui le chiede di diventare sua moglie. Elisabeth però rifiuta: le sue condizioni di salute e il rigido controllo che il padre esercita sui figli le impediscono di accettare, nonostante l’affetto che la lega al giovane poeta.
Robert tuttavia non demorde. Per più di un anno le fa visita tutti i pomeriggi e continua a scriverle, nella speranza che lei cambi idea. L’amicizia che li lega si trasforma pian piano in un grande amore, tanto da portare Elisabeth a comporre in segreto 44 sonetti dedicati a lui. Qualcosa sta cambiando: da creatura fragile e timorosa, Elisabeth si sta tramutando in una donna desiderosa di amare e di essere amata. Nemmeno la malattia e l’autorità del padre possono più fermarla.
La svolta arriva nel settembre 1846, quando il medico le ordina di lasciare la fredda e nebbiosa Inghilterra per passare l’inverno all’estero. Il padre le nega il permesso, ma ormai Elisabeth è una donna diversa, libera e audace. Accetta la proposta di matrimonio di Robert e lo sposa in segreto, prima di fuggire con lui verso l’Italia. Un gesto di ribellione, la dimostrazione di come l’amore possa abbattere qualunque barriera sociale, fisica e mentale.
La vita a Firenze e gli ultimi anni
L’amore di Robert e il sole della Toscana sono un balsamo per il corpo e l’anima di Elisabeth, ripudiata dal padre e oggetto di uno scandalo in patria. Trasferitasi con il marito a Casa Guidi, a Firenze, la poetessa continua la sua opera e dà alla luce il suo unico figlio all’età di 49 anni. La vita in Italia è delle più felici: lei e Robert viaggiano, prendono parte alla vita culturale, continuano a scrivere e si amano con passione per quindici anni. In questo periodo, Elisabeth si appassiona alle vicende del risorgimento italiano, dedicando parte della sua attività poetica alla causa risorgimentale.
Nel 1859 la sua salute peggiora. Muore nel giugno 1861, a 55 anni, nell’anno dell’Unità d’Italia. È seppellita a Firenze, nel Cimitero degli Inglesi.