“Bonus mamme”, l’Inps fa chiarezza

Di Rossella Boette

Con l’inizio del nuovo anno l’Inps ha emanato le circolari ufficiali con le guide definitive per richiedere il bonus mamme lavoratrici 2026. Confermata la quota di 60 euro mensili.

Rispetto agli anni precedenti però, emergono importanti novità riguardo tempistiche e istanza diretta. L’obbiettivo è quello di velocizzare l’erogazione del beneficio, semplificando l’accesso alle interessate.

La circolare Inps specifica come la domanda dovrà essere presentata esclusivamente tramite il sito dell’istituto dal 15 febbraio al 30 giugno 2026. Questo rappresenta la scadenza unica che permette di assicurarsi il bonus per l’intero anno.

La regola della retroattività: le lavoratrici che faranno richiesta entro il 15 Marzo riceveranno l’accredito retroattivo a partire da Gennaio.

Mentre per le domande inviate successivamente, il bonus sarà pagato partendo dal mese di invio della stessa domanda, senza possibilità di recuperare i mesi precedenti.

Novità del 2026

La domanda diventa diretta con verifiche automatiche. L’innovazione principale introdotta per il 2026, riguarda le modalità di richiesta. Non sarà più il datore di lavoro a inoltrare la pratica, ma sarà la stessa lavoratrice a presentare la domanda direttamente sulla piattaforma Inps nella sezione bonus mamme lavoratrici.

L’istituto precisa come questo cambiamento mira a snellire le procedure e al contempo responsabilizzare le madri, evitando ritardi legati alla comunicazione tramite canali aziendali, responsabili di disagi passati.

Le verifiche Inps

Dopo la trasmissione telematica, l’Inps verificherà in automatico i requisiti, quali il reddito complessivo inferiore a 40mila euro e la condizione di mamma lavoratrice con almeno due figli. La verifica avviene attraverso scambi con banche dati dell’agenzia delle entrate e i suoi archivi contributivi.

In caso di esito positivo, la richiedente riceverà per e mail o tramite l’area personale sul sito Inps la comunicazione di accoglimento della domanda.

Documenti necessari e categorie con procedure specifiche

Durante la compilazione, le richiedenti devono inserire il proprio codice fiscale, quello dei figli e la certificazione unica [CU] 2025, strumento primario per la verifica del reddito.

Non è necessario inserire altri documenti, a meno che l’Inps, in casi particolari, non richieda integrazioni. Esempio: presenza di variazioni riguardanti il nucleo familiare non ancora registrate negli archivi.

Gestioni differenti

Sono previste gestioni semplificate per categorie specifiche.

Esempio: non devono effettuare alcuna domanda le donne appartenenti al settore pubblico, in quanto beneficiarie di un accredito automatico presente in busta paga che viene gestito dal ministero dell’economia e delle finanze.

È stata appurata anche una procedura dedicata a tutte le donne che rientrano a lavoro nel corso del 2026 dopo il periodo di maternità obbligatoria o congedo parentale. Per loro, la domanda potrà essere presentata nel mese successivo alla ripresa dell’attività lavorativa, chiudendosi in ogni caso, non oltre il 30 Giugno.

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