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Il “ragazzo sopravvissuto”: la vera storia di David Holmes

Di Roberta Gatto

Tutti i fan della saga di Harry Potter ricordano le scene acrobatiche più memorabili dei film, dagli inseguimenti a cavallo di una scopa ai combattimenti contro troll, cani a tre teste e draghi.

Ma se sul grande schermo a farla da padrone nei panni di Harry è sempre stato l’attore britannico Daniel Radcliffe, sul set è stato un altro ragazzo a interpretare il maghetto nelle scene più pericolose. Stiamo parlando di David Holmes, stuntman londinese oggi 42enne, rimasto paralizzato a causa di un incidente avvenuto proprio sul set.

La storia

È il 29 gennaio 2009 e ai Leavesden Studios di Londra sono in corso le riprese del settimo film della saga, “Harri Potter e i doni della morte – Parte I”.

Come già nei cinque film precedenti, David si presta come controfigura di Daniel Radcliffe nel ruolo del protagonista. Sembra una giornata di lavoro come tante, con il cast e gli altri membri della produzione impegnati nelle riprese. Eppure, il destino è in agguato.

Holmes sta provando una scena aerea nella quale Harry Potter viene sbalzato contro un muro. Un errore nell’equipaggiamento dello stuntman risulta fatale: un contrappeso sovracaricato nell’imbragatura rende l’impatto troppo violento. Due vertebre del collo di Homes si rompono e il suo midollo spinale è lesionato. La vita del giovane attore cambia per sempre.

Il ragazzo che è sopravvissuto

Steso a terra, Holmes è cosciente, anche se sviene di continuo a causa del dolore. Subito però si rende conto che qualcosa non va: non sente più le gambe. Le riprese si interrompono, Holmes viene ricoverato al Watford General Hospital. Dall’ospedale, lo stuntman annuncia l’intenzione di riprendere a lavorare non appena possibile. Il personale medico si fa in quattro per scongiurare la paralisi, i fan della saga lo sostengono.

Il 16 marzo arriva il verdetto dei medici: tetraplegia permanente con il 5 per cento di possibilità di recupero. La carriera di Holmes è stroncata. Nel frattempo, sulla vicenda si apre un’inchiesta.

«Mi sono ritrovato “nudo”, esposto fino all’osso» racconta Holmes. «Ora vivo una vita piena. La creatività può essere espressa in un milione di modi diversi. Non riesco a tenere un pennello o una penna, ma sono stato in grado di scrivere un libro e delle poesie usando la voce. Il cambiamento avviene giorno per giorno. Basta essere aperti a ciò che il mondo è in grado di donarci».

La sua storia è diventata una biografia raccontata in un libro e in un docu-film prodotto in collaborazione con Daniel Radcliffe e Hbo, disponibile su Prime Video, dal titolo “The boy who lived” (Il ragazzo che è sopravvissuto, riferimento a uno dei modi in cui Harry Potter è conosciuto nel mondo magico ndr).

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