Ritirate la Barbie autistica!
Di Giuseppe Giuliani
Pochi giorni fa la notizia dell’arrivo sul mercato di Barbie autistica, nuovo prodotto della Mattel destinato a combattere gli stereotipi e sostenere il tema dell’inclusione. Immediatamente si sono registrate le divisioni nell’opinione pubblica.
A schierarsi apertamente contro l’iniziativa sono Assoutenti, Associazione di consumatori e Anffas, l’Associazione nazionale delle famiglie e delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, perché la bambola avrebbe effetti dannosi sul piano educativo.
Le parole delle due associazioni
Assoutenti, «pur riconoscendo l’importanza del tema dell’inclusione e della sensibilizzazione rispetto alle persone con disabilità e allo spettro autistico» ritiene che il prodotto non raggiunga l’obiettivo dichiarato, ma, al contrario, rischi di creare un ulteriore divario nel rapporto con le persone con disabilità.
Anffas ritiene inopportuna la scelta, spera in un passo indietro dell’azienda produttrice di giocattoli ed esprime rammarico per la superficialità con la quale non sono state considerate le implicazioni di questa decisione. L’associazione che tutela le persone con disabilità intellettiva sostiene come la Barbie autistica non favorisca l’inclusione, né dia una rappresentazione reale della complessità dello spettro autistico.
Il ritiro
Assoutenti chiede il ritiro dal mercato della bambola e minaccia un’azione di boicottaggio qualora ciò non avvenisse. L’associazione preannuncia anche iniziative di confronto con gli organismi che rappresentano le persone con disabilità, a partire da Anffas. Assoutenti, dal canto suo, si dice pronta a chiedere l’intervento delle istituzioni, affinché si ragioni sul reale motivo di un’operazione del genere che appare solo commerciale e non orientata a raggiungere obiettivi di inclusione.
La proposta
L’associazione dei consumatori ritiene che una vera operazione inclusiva potrebbe essere quella di realizzare una bambola normodotata, ma coinvolgendo nella sua realizzazione persone con disabilità. Offrire, cioè, opportunità di lavoro a persone con disabilità o con disturbi dello spettro autistico.
Pareri positivi
Apprezzamento per il nuovo modello è arrivato soprattutto dall’estero: Regno Unito e Stati Uniti si sono schierati con l’iniziativa della Mattel. Ma anche in Italia, ad esempio su Famiglia Cristiana, si ritiene quella di Barbie un’opportunità per parlare di un argomento altrimenti difficile da affrontare. Giudizio moderatamente positivo anche da parte di Nico Acampora, fondatore di PizzAut.
Barbie autistica
La bambola in questione, è stata realizzata con la consulenza di Asan, un’organizzazione per i diritti delle persone autistiche, proprio con l’obiettivo di creare un modello il più vicino possibile alla realtà. Anche per questo, gomiti e polsi sono stati studiati per facilitare il movimento delle mani e gesti ripetitivi tipici di chi deve gestire l’ansia. Anche lo sguardo è leggermente decentrato, perché vuole simbolicamente ricordare il tentativo di evitare gli occhi dell’altro. Del pacchetto fanno parte anche un giocattolo antistress, delle cuffie antirumore e un tablet che fa riferimento alla comunicazione aumentativa e alternativa.
Gli altri modelli
Qualche mese fa la Mattel aveva lanciato sul mercato Barbie con diabete di tipo 1, ma già nel 2019 nei negozi di giocattoli avevano trovato spazio bambole con disabilità. Al momento, la linea comprende bambole non vedenti, con sindrome di Down, con protesi, vitiligine, in sedia a rotelle con apparecchi acustici e anche Ken con una gamba con la protesi.