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Il volto come linguaggio universale

Tutto inizia nell’ambito del progetto “Disabilità, Istruzione, Formazione e Integrazione” finanziato con contributo ex legge 379/93. È in questo contesto che oggi nella sede Ierfop di via Platone a Cagliari, si è dato avvio al “Laboratorio di espressione artistica – fare con le mani”.

«Si tratta di una nuova edizione profondamente rinnovata» spiega il presidente Ierfop Roberto Pili, «perché rispetto alle edizioni precedenti, la proposta si distingue per l’introduzione di contenuti e metodologie didattiche inedite progettate specificamente per valorizzare l’esperienza multisensoriale e l’educazione aptica come strumenti di conoscenza, autonomia ed espressione».

«Il corso» sottolinea il direttore della Formazione Ierfop Bachisio Zolo, «ha una durata complessiva di quaranta ore si svolge dal 19 al 24 gennaio nella nostra sede di Cagliari a favore di dieci persone con disabilità visiva».

«Il laboratorio» spiegano i docenti Michele Piccolo e Stefano Manzotti, «pone al centro della riflessione e della pratica il volto umano inteso come potente strumento di comunicazione non verbale». Perché ad allievi con disabilità della vista è rivolto. «L’espressività facciale, tradizionalmente affidata allo sguardo» continuano Piccolo e Manzotti,«viene esplorata attraverso canali alternativi e complementari rendendo accessibile un linguaggio visivo anche a chi non può fruirne in modo diretto».

Tutto questo attraverso un percorso che intreccia conoscenze teoriche, riferimenti tecnici e attività manuali. I partecipanti saranno accompagnati in un’esperienza creativa dove si mira a sviluppare una maggiore consapevolezza del rapporto tra forma, percezione ed espressività, dimostrando come il volto possa essere “letto”, compreso e raccontato anche attraverso il tatto.

Due i momenti principali della proposta didattica. Nella prima parte dedicata allo studio e alla rappresentazione del volto umano, i partecipanti approfondiranno la forma, le proporzioni e gli elementi costitutivi del viso. E questo attraverso esplorazioni visivo-tattili di modelli facciali. Poi seguono esplorazioni visivo-tattili di volti reali e infine seguono attività di modellazione in argilla finalizzate alla realizzazione di un volto umano.

Nella seconda parte del corso ci sarà l’orientamento alla realizzazione di un’opera d’arte in altorilievo destinata a un’installazione interna. Tutte le attività e i materiali impiegati sono stati appositamente progettati e verificati per garantire la piena accessibilità. In tutta questa attività, c’è l’elemento qualificante del contributo dello Studio Manforte. Si tratta di una realtà da anni attiva nel campo della progettazione artistica, della scultura e della didattica inclusiva. I contenuti formativi del corso, in linea con gli obiettivi previsti, sono stati definiti dai docenti e titolari dello studio, Michele Piccolo e Stefano Manzotti, che cureranno la conduzione del laboratorio.

Il percorso formativo si concluderà con una mostra il 24 gennaio, dalle 10 alle 13 dal titolo “Mani che ascoltano, forme che parlano” e nell’occasione ci sarà l’esposizione dei lavori realizzati durante il laboratorio.

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