Bonus mobili al 50 per cento nel 2026 anche per le seconde case
Di Rossella Boette
Riguardo il bonus mobili, l’Agenzia delle entrate spiega come l’agevolazione è valida a prescindere dalla residenza, e questo a differenza di altri bonus edilizi. Il tetto massimo resta fissato a 5mila euro per ogni unità immobiliare e non è cumulabile al bonus elettrodomestici.
Nell’aggiornamento della guida ufficiale, l’Agenzia delle Entrate ribadisce come l’agevolazione spetta a prescindere dalla residenza o dal titolo di possesso dell’immobile, a differenza di quanto accade per altri bonus edilizi.
I dettagli
La detrazione riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo dell’immobile in fase di ristrutturazione. I lavori però, debbono essere iniziati almeno dal 1 gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Per le spese del 2026 quindi, gli interventi edilizi devono essere partiti dal 2025.
Nel calcolo, rientrano anche i costi di trasporto e montaggio, il tetto massimo resta fisso a 5mila euro per ogni unità immobiliare, con dieci rate da dividere nell’arco di un anno.
Bonifico parlante
Riguardo i pagamenti, non è richiesto il bonifico parlante, ma sono invece ammessi bonifici ordinari e pagamenti con carte di credito o debito, escludendo contanti e assegni. Il bonus è valido anche in caso di acquisto tramite finanziamento, purché il pagamento sia tracciabile.
Si ricorda che il bonus mobili non è abbinabile al bonus elettrodomestici gestito dal Ministero delle Imprese, concesso una sola volta per nucleo familiare.