La scoperta di “Fare con le mani”
Prima la sensazione di “misurarsi” il volto, scoprire con le mani le proprie dimensioni, pieghe, poi realizzarlo con la creta e infine esporlo al pubblico con sotto il proprio nome. Si è concluso così sabato mattina il corso del “Laboratorio di espressione artistica Fare con le mani” realizzato di Ierfop e rivolto a dieci allievi non vedenti o ipovedenti.
«Si è trattato» spiega il presidente Ierfop Roberto Pili, «di un’occasione per avvicinarsi in modo creativo e multisensoriale a un linguaggio che solitamente si percepisce con lo sguardo, ma che può essere compreso e condiviso anche con altri canali». E la gioia dell’esserci riusciti si poteva percepire nei commenti dei dieci allievi che hanno partecipato al corso svolto nella sede Ierfop di via Platone a Cagliari e che sabato hanno esibito i loro lavori.
«Dapprincipio» spiega il direttore della Formazione Ierfop Bachisio Zolo, «il corso si è basato sull’esplorazione visivo-tattile di modelli facciali, poi su volti reali e infine si è passati alla modellazione in argilla di un volto umano». Quello di ciascun allievo del corso, per la precisione.
«Comprendere le potenzialità espressive del volto umano attraverso attività differenziate» sottolineano i docenti Michele Piccolo e Stefano Manzotti provenienti da Bologna, «aiuta a promuovere l’educazione aptica come strumento di autonomia, comunicazione e conoscenza». E a fare da attore protagonista del corso è stata l’argilla. «Perché la sua modellazione» concludono i due docenti bolognesi, «diventa mezzo di espressione creativa e accessibile».