L’artista non vedente Andrea Ferrero in mostra a Quartu Sant’Elena
Di Roberta Gatto

Andrea Ferrero con un’amica
Nuova mostra del pittore non vedente Andrea Ferrero, stavolta allo Spazio Pira nel comune di Quartu Sant’Elena. Dopo diverse esposizioni a Cagliari, l’artista inaugura una nuova personale all’interno dello Spazio Michelangelo Pira, in via Brigata Sassari a Quartu Sant’Elena.
L’appuntamento con il vernisssage è per martedì 10 febbraio dalle 19: intervengono l’artista Andrea Ferrero, la curatrice Michela Serreli e la moderatrice Antonia Giulia Maxia. La mostra resterà poi aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19. Previsto anche un evento finale sabato 28 febbraio 2026, con danza, musica e poesia.
La mostra
“Fulmini e saette”, la nuova produzione artistica di Ferrero, prende il via da un’opera esposta l’anno scorso alla Mediateca del Mediterraneo a Cagliari, durante la personale “Segni e sogni”; l’opera, intitolata “Il velo di Maya”, è stata poi declinata dall’artista in nuove, inedite forme, mantenendo comunque intatto il significato intrinseco del dipinto.
«Ho concepito “Il velo di Maya” come un’opera di rinascita» spiega Andrea Ferrero. «Nel 2010 ho affrontato un periodo molto difficile, ma mi sono ripreso. Quel quadro rappresenta la risalita, è un’opera “positiva”». Da qui, Ferrero procede in un percorso di pittura astratta attraverso il quale, nel 2025, dà vita a una quindicina di tele, tutte incentrate sul tema della risalita: «Sono tele “Resilienti”» spiega ancora Ferrero, «rappresentano un incoraggiamento per chi affronta un periodo difficile. Ogni opera parte da una diagonale tracciata dal basso verso l’alto in un gesto di risalita».
I dipinti, per la maggior parte in acrilico, sono fortemente influenzati dalla passione di Ferrero per l’arte: «l’arte per me rappresenta emozioni. Sono partito dai paesaggi, dalla raffigurazione realistica, poi in me è nata l’esigenza di proiettare le mie emozioni, le mie paure e le mie sofferenze attraverso la pittura astratta».
La filosofia artistica di Ferrero
Tra gli artisti da cui Ferrero trae maggiore ispirazione troviamo il russo Kandinsky, padre dell’astrattismo, e l’americano Pollock, famoso per l’espressionismo astratto. «Dico sempre che la vista è “arrogante”» prosegue Ferrero. «Per molti artisti è difficile sganciarsi dall’arte figurativa per approdare all’astrattismo. Chi fa affidamento sull’estetica è sempre legato al giudizio. Fa una cosa, la guarda e dice “sì”. Io dipingo, immagino e dico “Sì”». E conclude: «Si tratta di proiettare sulla tela le proprie immagini mentali. Il proprio mondo interiore. È questo che sto facendo. Le mie nuove opere rappresentano il mio cuore e la mia anima. Spero possano ispirare altre persone».