S’Accabadora, tra mito e realtà della Sardegna

Di Vito Fiori

Tra leggenda popolare e mistero, la “dolce morte” ha sempre esercitato un fascino particolare nella nostra isola. “Accabadora – mito e realtà. Storia e reperti di un ritrovamento”, è l’ultimo libro pubblicato in Sardegna in cui si approfondiscono alcuni aspetti di una figura femminile che sino a non molti decenni fa rappresentava l’ultima spiaggia dei sofferenti impossibilitati ad avere o riprendere una vita normale.

L’opera sarà presentata il 13 febbraio, venerdì, alle 17, nella sala Paolo Bentivoglio nella sede dell’Unione nazionale ciechi e ipovedenti, in via del Platano 27 a Cagliari. All’incontro parteciperanno tre dei quattro autori – Aldo Cinus, Augusto Marini, Mariano Staffa – che illustreranno al pubblico quanto emerso dalla loro ricerca sul campo e sugli scarni documenti reperibili in qualche archivio. Un racconto affascinante su una figura misteriosa, enigmatica che continua a provocare anche una certa inquietudine. Gli autori hanno raccolto diversi aneddoti, nonché le testimonianze di quelle poche persone, ormai anziane, che hanno conosciuto gli anni in cui l’Accabadora operava. Magari non hanno mai saputo il nome della donna che doveva occuparsi di mettere fine alla vita di qualcuno, veniva gelosamente custodito da uno sparuto gruppo di saggi, ma i sospetti e le voci sono sempre circolate, soprattutto nei piccoli centri. Dunque, un appuntamento interessante per tutti, per gli appassionati di storia, cultura e tradizioni sarde, ma anche per chi desidera scoprire storie poco conosciute e suggestive. L’ingresso è libero.

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