Sardi, quasi l’83 per cento degli anziani usa lo smartphone ogni giorno

Di Salvatore Farris

Nonni digitali anche in Sardegna. Lo dice l’ indagine l’indagine di Di.Te. e Anap (Associazione nazionale anziani e pensionati) di Confartigianato condotta in Sardegna.

L’indagine è stata condotta insieme all’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo (Di.Te.).

Le risultanze dell’indagine

Lo smartphone è diventato costante e quotidiano, indispensabile anche nella vita degli anziani italiani. Utile compagno di giornata influendo sulle abitudini e sul livello relazionale. Per il presidente Anap Giovanni Mellino, «i nonni sono coinvolti pienamente nella rivoluzione digitale e lo smartphone entra nella loro vita sul piano comunicativo come per esempio tra figli e nipoti, per l’organizzazione della vita quotidiana, a livello informativo e anche per fattori di solitudine». E infatti, i dati raccolti dicono che l’82,7 per cento degli intervistati utilizza lo smartphone ogni giorno; il 40,6 per cento dichiara di utilizzarlo molte ore al giorno; Il 21,7 per cento degli anziani rileva come lo smartphone lo faccia sentire meno solo. Il 38,8 per cento degli intervistati dichiara di sentirsi obbligato nel rispondere subito a chiamate e messaggi; il 34 per cento prova disagio se si scorda lo smartphone nella propria abitazione e il 31,7 per cento dei partecipanti dichiara di imbattersi in fake news e truffe.

«C’è una discrepanza evidente tra la percezione di sicurezza e la reale vulnerabilità» avverte ancora Mellino, «e gli anziani sono spesso più fiduciosi, cresciuti in un contesto in cui la parola aveva valore. Questo li espone maggiormente a raggiri che fanno leva su urgenza, paura o bisogno di relazione».

Che fare

La tecnologia non va demonizzata, ma accompagnata. In che modo? «Servono alfabetizzazione digitale, informazione sui rischi, ma soprattutto più relazioni reali, più occasioni di incontro, più presenza» conclude Mellino, «perché il digitale può essere un ponte tra le generazioni e uno strumento prezioso contro l’isolamento ma non deve mai diventare un sostituto della vita vissuta».

Lascia un commento