Cancro, qualche segnale positivo in Europa e Italia
Di Giuseppe Giuliani
Oggi, 4 febbraio, si celebra il World Cancer day, la Giornata mondiale contro il cancro, promossa dalla Union for International Cancer Control con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si registra qualche segnale positivo sul numero dei tumori in Europa e in Italia. Una prima inversione di tendenza se si confrontano i dati con quelli del 2022. Tuttavia, in Italia nel 2025 si sono registrate 390mila nuove diagnosi di tumore.
I dati
Ogni anno, nel mondo ci sono 10 milioni di persone che muoiono di cancro. L’incidenza complessiva dei tumori è in calo rispetto al 2022 dell’1,7 per cento in Europa e del 2,6 per cento in Italia. Il risultato positivo sembra legato in larga parte alla diminuzione tra gli uomini dei tumori legati al fumo, cioè quelli del polmone.
I dati della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro dicono, per quanto riguarda l’Italia, che nel 2025 ci sono state circa 390mila nuove diagnosi di tumore. Le forme più frequenti restano quella alla mammella (53.686), al colon-retto (48.706), al polmone (44.831), alla prostata (40.192) e alla vescica (31.016).
Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medecinedice che il 40 per cento dei nuovi casi di cancro in tutto il mondo è associato a fattori di rischio modificabili, soprattutto il fumo, le infezioni e il consumo di alcol.
Differenze tra uomo e donna
I segnali positivi sembrano arrivare per i tumori maschili, anche se, come detto, incidono in particolare i dati del tumore al polmone.
La situazione resta più complicata per le donne: diversi Paesi europei evidenziano un’incidenza elevata di nuovi tumori nella popolazione femminile, anche in questo caso gli effetti sarebbero da collegare al consumo di sigarette che si è diffuso tra le donne.
Il Paese europeo che registra la maggiore incidenza oncologica è la Danimarca, in particolare per tumore del polmone e del colon-retto nelle donne.
I tumori più diffusi
Tra gli uomini prevalgono i casi di tumore a prostata, polmone, colon-retto e vescica, complessivamente rappresentano il 58 per cento delle diagnosi totali. Tra le donne i tumori più diffusi sono alla mammella, al colon-retto, al polmone, all’endometrio e alla tiroide e rappresentano il 60 per cento circa delle nuove diagnosi.
La situazione
Il 70 per cento dei decessi per cancro si verifica nei Paesi a basso e medio reddito, dove in pochi si possono permettere esami e prevenzione.
In Europa, il calo delle morti provocate da tumori è un dato di fatto, ma restano evidenti differenze su base geografica. In particolare nell’Europa orientale, anche se la situazione non è omogenea neanche in aree ristrette. Per affrontare il problema, l’Europa ha messo in campo strumenti di monitoraggio che valutano l’efficacia delle politiche sanitarie per capire come intervenire.
In Italia
Le differenze maggiori sono tra Nord e Sud, ma si sono ridotte rispetto a dieci anni fa. Programmazione e prevenzione stanno dando dei risultati. Nel nostro Paese, il 41,7 per cento dei tumori è collegato a fattori prevenibili: il fumo di tabacco resta il primo fattore di rischio con il 24,4 per cento dei casi di tumore, al secondo posto (7,2 per cento) risulta l’esposizione lavorativa, poi ci sono le infezioni (6,9), il consumo di alcol (3,5), l’alto indice di massa corporea (3), le radiazioni ultraviolette (2,9), l’inquinamento (0,9) e la scarsa attività fisica (0,8). Ma ci sono anche notizie positive come il calo dei decessi, meno 9 per cento negli ultimi dieci anni e l’aumento del numero di italiani che aderiscono agli screening per la diagnosi precoce.
L’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro)
Il suggerimento dell’Airc è quello di aderire agli screening per la diagnosi precoce, perché in questo modo si riduce l’incidenza e si aumentano le possibilità di cura. I progressi nelle terapie sono evidenti, ma la riduzione della mortalità per cancro è dovuta alla prevenzione di cui gli screening sono parte.