Prof cieco? Niente gita scolastica

Jacopo Lilli

Insegna inglese alla scuola Russel Newton di Scandicci e ha una caratteristica precipua: è cieco. Eppure insegna, ma non può partecipare alla gita scolastica a Dublino come accompagnatore degli alunni. Il veto lo ha messo la preside: «la scuola non può adottare soluzioni informali o prive di copertura normativa, perché sarebbe irresponsabile verso gli studenti e verso il denaro pubblico». È la storia, grottesca, di Jacopo Lilli, docente di inglese a Scandicci. Abile per insegnare, ma non per accompagnare la sua classe allo stage linguistico. «Non può vigilare sui suoi alunni» è la motivazione della direzione scolastica.

E il professore? «Ho 40 anni, non credo di aver fatto una richiesta superficiale nel voler partecipare come accompagnatore dei miei alunni. Ho costruito un rapporto di fiducia con studenti e famiglie, so chi porterei con me e penso di essere perfettamente in grado di gestire questa classe specifica, soprattutto in un contesto in cui i ragazzi sono ospitati presso famiglie». Un concetto pienamente condiviso dagli stessi suoi alunni così come anche dai familiari degli stessi.

«Nei viaggi di istruzione, il docente deve sottoscrivere una assunzione di responsabilità ai sensi del codice civile e penale» sottolinea la preside, «e se dovesse succedere qualcosa, in caso di contenzioso tutti si scaglierebbero contro il docente e contro la scuola. Sarebbe una responsabilità troppo grossa».

Inutile persino l’accorata lettera scritta dalle famiglie al docente per esprimere il loro dispiacere e la volontà di vederlo partecipare a quella che considerano un’esperienza formativa importante. Non basta. Si sono persino dichiarati disposti a farsi carico della quota aggiuntiva richiesta dall’agenzia di viaggi per farlo partire come docente extra. Una vacanza, insomma. Ipotesi scartata dallo stesso docente.

«No, per me non è una vacanza, è lavoro». Discorso chiuso? Forse. Intanto emerge qualcosa. E a denunciarla è lo stesso Jacopo Lilli. «La mia storia» denuncia il docente, «dovrebbe essere un simbolo delle discriminazioni che subiscono le persone con disabilità». E questo nonostante il docente nel corso degli anni abbia dimostrato competenza ed esperienza.

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