Tiro paralimpico a Trieste

Di Giuseppe Giuliani

Una giornata dimostrativa di tiro paralimpico per ipovedenti e non vedenti si è tenuta nel poligono di Opicina. L’appuntamento ha visto in prima fila i tecnici Massimo Virno e Valentina Turisini, olimpionica di tiro a segno. L’iniziativa è stata ospitata dalla Sezione di Trieste del tiro a segno nazionale.

La giornata

Silenzio e concentrazione sono state le parole chiave dell’appuntamento. I tiratori non vedenti hanno bisogno di queste due condizioni per potersi esprimere al meglio. La giornata al poligono di tiro è stata caratterizzata da lezioni e dimostrazioni pratiche.

Il tiro a segno per non vedenti

Gli atleti utilizzano carabine ad aria compressa con dispositivi elettronici e sensori ottici che trasformano la posizione del mirino sul bersaglio in segnali acustici. Per questo è necessario il silenzio per consentire agli atleti di sentire il rumore del bersaglio colpito. A far percepire la diversa posizione del bersaglio sono l‘intensità o il tono del suono.

Come funziona

Il bersaglio è collegato a un computer ed emette suoni diversi a seconda del punteggio realizzato. Gli atleti utilizzano l’udito per indirizzare l’arma verso il bersaglio. Le doti necessarie sono quelle del tiro a segno: concentrazione, controllo del respiro e stabilità.

Gli effetti positivi

La giornata sportiva rappresenta un momento di crescita personale per le persone con disabilità e, nello specifico, il tiro a segno migliora la concentrazione, l’autonomia, la consapevolezza dello spazio e l’autostima.

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