“Fulmini e Saette” illuminano Quartu: inaugurata la nuova mostra di Andrea Ferrero
Di Roberta Gatto
«Il pittore è colui che dipinge. L’artista è colui che esplora». Con queste parole l’artista cagliaritano non vedente Andrea Ferrero inaugura la sua nuova mostra personale dal titolo “Fulmini e Saette”, un’esposizione di circa quindici opere di arte astratta legate al tema della risalita.
Il vernissage, curato dalla storica dell’arte Marcella Serreli e moderato da Antonia Giulia Maxia, ha visto protagonisti Ferrero e le sue opere di “arte positiva”, declinazioni di una tela realizzata in precedenza e intitolata “Il velo di Maya”. Durante l’evento, ospitato allo spazio Michelangelo Pira in via Brigata Sassari a Quartu Sant’Elena, Ferrero ha parlato di arte, di resilienza, di disabilità e di possibilità.
Le opere
Influenzato dai grandi maestri dell’arte moderna come Kandinski e Pollock, Andrea Ferrero realizza tele di arte astratta in cui le linee e il colore diventano protagoniste assolute. In “Fulmini e Saette” il gesto si fa significato e significante, diventando il vero mezzo di espressione dell’artista.
Nei quadri esposti, la tela è palcoscenico di emozioni positive: le diagonali dal basso verso l’alto rappresentano la risalita, la volontà di uscire da un periodo buio per arrivare in alto, dove la luce rischiara l’anima del pittore e del fruitore.
I cromatismi si susseguono secondo questa visione, partendo dai toni più neutri e freddi dei grigi, accostati ai neri e ai bianchi, passando poi a colori più caldi, come i rossi, i terra, i marroni. Ferrero non è nuovo all’utilizzo del colore come mezzo di espressione. Le sue tele precedenti, paesaggi marini e di campagna, ricordano molto da vicino quelle dei maestri del post-impressionismo come Paul Cézanne e Vincent Van Gogh.
L’artista
«C’è un momento della vita in cui accade qualcosa che ci getta nello sconforto. Per alcuni può essere un giorno no, per altri un periodo più lungo. A me è successo quando ho perso la vista. Poi però c’è la risalita». Così Ferrero racconta le sue opere “positive”, dai titoli onomatopeici come “Bang” e “Gulp”, in un richiamo fumettistico alla vita e ai modi in cui può sorprenderci. «Quando mi chiedono cosa mi ha tolto la disabilità rispondo: “niente”. Anzi, la disabilità mi ha dato qualcosa. Mi ha dato la possibilità di guardarmi dentro e di esprimermi attraverso la pittura. Mi ha disinibito, permettendomi di essere qui oggi. Da vedente ero una persona timida. Oggi, se fossi una categoria di YouPorn, sarei “esibizionista”» scherza.
«Andrea è un artista estremamente positivo» spiega Michela Serreli, storica dell’arte e curatrice della mostra. «La sua arte esprime gioia. Le sue opere parlano del mondo in cui viviamo, sono lo specchio della società. È questa la chiave di lettura dell’arte contemporanea e astratta. Non più una copia dal vero di ciò che ci circonda, ma un’esplorazione, un modo di raccontare la vita. Andrea lo fa con ottimismo e questo ottimismo si riflette nelle sue opere». Ferrero è inoltre attualmente in mostra in una collettiva di artisti con disabilità a Milano, in occasione delle paralimpiadi invernali.
La personale “Fulmini e Saette” resterà aperta allo spazio Pira dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19. Previsto anche un evento finale sabato 28 febbraio 2026, con danza, musica e poesia.
1 commento
Andrea, la tua esuberanza, espressa con la Creatività e una eccezionale Positività, sono materie di studio per chi vuole imparare a stare su questo Pianeta. Vedere il Bello e le Opportunità fanno del tuo essere non-vedente una modalità di vita e non essere prigioniero di una disabilità. Bravissimo, Andrea! 🤗🤗