Dna, stile di vita, alimentazione, e ruolo sociale: i segreti della longevità
Di Vito Fiori
«In Europa vivono oltre 100 milioni di over 65, una fascia di popolazione enorme che ha tempo e reddito. Quando si muovono non vanno alla ricerca di spiagge affollate e assolate, ma di posti dove star bene, dove possono scoprire modi di vivere nuovi. È un altro tipo di turismo». Così Roberto Pili, presidente della Comunità mondiale della longevità spiega le finalità del progetto “Dalla Terra alla Tavola – i cibi dei centenari”, introducendo il convegno nella sala “Giovanna Salaris” di Ierfop, a Cagliari.
«L’idea » prosegue Pili, «è di contrastare l’effetto devastante che un’alimentazione sbagliata ha sulla nostra salute. Puntiamo a una cultura alimentare diversa, a quella dei nostri anziani che potrebbero trasferire il loro sapere alle giovani generazioni».
All’incontro era presente l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu, e Confesercenti. Entrambi sono partner del progetto insieme alla Comunità della longevità. «Si tratta di una strategia finalizzata a intercettare nuovi flussi di visitatori nella nostra isola» spiega Cuccureddu, «e per questo l’abbiamo presentata alla Bit di Milano riscuotendo un certo interesse da parte degli operatori non solo nazionali». Quindi, Cuccureddu è entrato nello specifico: «la nostra intenzione è di utilizzare prodotti locali per salvaguardare i valori della nostra cultura culinaria mantenendo intatte genuinità e stagionalità. Non va bene che nella gran parte dei ristoranti sardi si propongano pietanze che si trovano ovunque, a Cagliari come a Singapore o a Milano. Sul balneare competiamo, sia pure per sette otto settimane con Maldive, Thailandia e Seychelles, ma nessuna di queste ha la ricchezza di beni storici e archeologici della nostra regione. Non possiamo dimenticare che la Sardegna è la prima Blue zone del pianeta».
Franco Cuccureddu sottolinea poi come, «non sia importante arrivare a 100 anni, quanto come arrivarci. Sono tre i fattori che concorrono: Dna, stile di vita, compresa l’alimentazione, e ruolo sociale. Sotto questi aspetti siamo un modello». Facendo poi un annuncio: «a breve organizzeremo un incontro con rappresentanti delle altre quattro Blue zone del mondo, Okinawa, Ikaria, Loma Linda, Nicoya, per sottoscrivere un protocollo d’intesa. Noi vogliamo vendere il nostro stile di vita, i valori e il paesaggio che la nostra insularità ci ha donato».
Infine, l’assessore ha lanciato un’altra iniziativa: «con le istituzioni di Sud Africa e Stati Uniti stiamo pensando di creare una rete delle ex “isole-carcere”, ovvero Robben Island, dov’è stato detenuto Nelson Mandela, Alcatraz, che ha ospitato Al Capone e la nostra Asinara in cui Totò Riina ha trascorso diversi anni. Abbiamo scoperto che questi siti attraggono un numero incredibile di visitatori, si possono sfruttare. Lo scorso anno abbiamo superato i 21 milioni di turisti in Sardegna, dobbiamo proseguire nella crescita».