Occhiali Meta: ecco come aiutano i non vedenti

Di Roberta Gatto

Un ausilio tecnologico moderno e innovativo. Sono gli occhiali Meta, un dispositivo con IA integrata, in grado di interagire in tempo reale con chi li indossa. Nato come evoluzione dei normali occhiali da sole, questo accessorio non è pensato per essere un ausilio, ma di fatto lo è. E funziona decisamente bene.

Di cosa si tratta

I Ray-Ban Meta sono degli occhiali da sole smart (ma esiste anche la versione da vista) nati dalla collaborazione tra l’azienda Meta e Luxottica. Al loro interno è integrato un dispositivo che permette di scattare foto, registrare video, effettuare chiamate e interagire con l’IA.

Sono dotati di microfono e altoparlante e sulle stanghette sono presenti dei piccoli tasti per l’accensione e l’attivazione delle diverse funzioni. Per aumentare o diminuire il volume, invece, è sufficiente strisciare il dito sulla stanghetta, come se la si volesse pulire.

Sono molto discreti e funzionali, infatti permettono di compiere azioni manuali (come scattare una foto) senza impegnare le mani. E questo è forse il punto chiave. La possibilità di interagire con il dispositivo attraverso i comandi vocali li rende infatti un valido ausilio per le persone cieche e ipovedenti.

Il punto forte degli occhiali smart

Poter avere le mani libere mentre si interagisce è senza dubbio il maggior punto di forza di questi occhiali. Ma non solo. Perché, e qui sta la vera innovazione, i Ray-Ban Meta “seguono” lo sguardo di chi li indossa. Diverse app per l’autonomia delle persone con disabilità visiva (come Be My Eyes) richiedono di inquadrare un oggetto o un testo e di scattare una foto.

Il processo, già impegnativo per chi vede, diventa realmente ostico per chi non vede. Non di rado, infatti, l’utente cieco deve fare più di un tentativo prima di ottenere la giusta inquadratura. Il problema, con gli occhiali smart, non si pone. Inoltre, il telefono impegna almeno una mano, se non due. Con gli occhiali Meta, invece, entrambe le mani sono libere.

Cosa si può fare

Accedere alle informazioni su ciò che ci circonda, alla lettura di un testo, alla descrizione di un oggetto o di una persona diventa così più semplice e immediato. Questo apre a un ventaglio di meravigliose opportunità per chi ha problemi alla vista.

Cucinare, fare acquisti, leggere documenti, richiedere consigli su abbigliamento e, perché no, dedicarsi ad attività artistiche come la pittura, dove la vista è fondamentale (ma non indispensabile ndr).

Ma anche muoversi con maggiore sicurezza aiutati dal bastone o dal cane guida. Gli occhiali permettono di fare chiamate e videochiamate: queste ultime mostrano al destinatario della chiamata ciò che l’utente inquadra, garantendo così uno sguardo umano sicuro e affidabile. L’IA fornisce infatti descrizioni e interagisce come un classico bot, una sorta di angelo custode digitale su cui però, è bene ricordarlo, non bisogna fare eccessivo affidamento. Perché nulla, almeno per il momento, può sostituirsi alla precisione di uno sguardo umano.

Gli occhiali Meta, però, fanno ben sperare per il futuro. Per ora, sono un valido ausilio in grado di restituire, almeno in gran parte, l’autonomia visiva a chi non vede.

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