Sardegna, accessibilità alle spiagge libere
Di Giuseppe Giuliani
La Giunta regionale sarda ha stabilito le linee guida per la predisposizione dei piani di utilizzo dei litorali (Pul). Tra gli argomenti affrontati c’è quello dell’accesso alle spiagge libere delle persone con disabilità motoria. Il documento prende atto del confronto avvenuto tra amministrazioni pubbliche e operatori economici e aggiorna le regole per l’utilizzo ricreativo dei litorali.
Il principio
Le coste sono ritenute prima di tutto un bene pubblico da tutelare e valorizzare, anche come risorsa economica. L’obiettivo è quello di mettere al centro dell’attenzione l’interesse generale e stabilire regole chiare per tutti: cittadini, amministrazioni e operatori economici. Sviluppo e tutela dei litorali sono il passaggio conseguente di un sistema regolato.
L’assessore agli enti locali
Per Francesco Spanedda, assessore regionale agli Enti locali, Urbanistica e Finanze, si tratta di «uno strumento aggiornato e organico per la pianificazione delle coste».
Con i nuovi indirizzi, le regole di utilizzo dei litorali sardi sono allineate a quelle nazionali ed europee e, soprattutto, distinguono la pianificazione urbanistica dalla gestione delle concessioni. «Prima si pianifica» conclude l’assessore, «poi si assegnano le concessioni».
Le indicazioni
Il testo dà indicazioni per la localizzazione e l’accessibilità della spiaggia libera alle persone con disabilità motoria, è prevista una maggiore varietà delle tipologie di concessione sulla base delle caratteristiche del litorale e della valutazione del carico antropico.
Un altro elemento inserito nel documento è quello relativo alla gestione della situazione transitoria, la Regione dà la possibilità ai Comuni di utilizzare la vecchia normativa, se il piano di utilizzo del litorale è già in fase avanzata di realizzazione. Lo scopo è quello di non creare ostacoli e favorire il processo di pianificazione di gestione delle spiagge.
Le novità
Anche gli specchi d’acqua rientrano nella programmazione territoriale al pari delle spiagge, dando origine a una materia unica, quella delle coste.
Il provvedimento prevede, inoltre, l’obbligo per i concessionari di esporre cartelli con una mappa in modo da rendere chiari superfici e limiti delle concessioni.