Bene i caregiver, ma i soldi per loro?
Di Vito Fiori
Nella Legge di Bilancio 2026 della Regione Sardegna non ci sono stanziamenti né linee guida operative per i caregiver familiari. A denunciarlo sono le associazioni Oranoi Aps (SS) e Confad Aps – Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità, che parlano apertamente di “ennesima scatola vuota” e di promesse politiche disattese.
Al centro delle critiche, la legge regionale n. 12, approvata nel 2023, che avrebbe dovuto riconoscere formalmente la figura del caregiver familiare. Secondo le associazioni, però, la norma è rimasta priva di copertura economica e di strumenti attuativi concreti.
«Ancora una volta i numeri dicono la verità: la politica tenta di nascondere come per i caregiver familiari sardi non c’è nulla», dichiarano le organizzazioni in una nota congiunta. «Dopo anni di appelli e promesse, quando arriva il momento di firmare il bilancio, i caregiver vengono ignorati».
Le associazioni sottolineano come la Regione continui a rifinanziare interventi, prestazioni e programmi destinati alle persone con disabilità, senza però prevedere misure specifiche per chi garantisce assistenza continuativa all’interno delle mura domestiche. «Il caregiver familiare copre 24 ore su 24 le carenze dei servizi territoriali e dell’assistenza domiciliare, ma non riceve alcun riconoscimento economico o tutela concreta», si legge nel comunicato.
Nel mirino anche la clausola contenuta nella legge, dove si vincola l’attuazione agli stanziamenti disponibili «nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie possibili». Tradotto? Secondo Oranoi Aps e Confad Aps, di fatto si è aperta la strada all’assenza di finanziamenti.
La norma era stata approvata durante la Giunta guidata da Christian Solinas. Le associazioni evidenziano come l’attuale esecutivo presieduto da Alessandra Todde non abbia introdotto correttivi nella manovra 2026, proseguendo di fatto sulla stessa linea.
«La Sardegna sta andando in direzione opposta rispetto ad altre Regioni, rispetto allo stesso disegno di legge nazionale e rispetto al resto d’Europa», affermano le associazioni, che parlano di «mancanza di coscienza politica trasversale» e di una responsabilità condivisa da tutto il Consiglio regionale che ha votato la manovra.
Il tono della denuncia è duro: «la dignità di un caregiver non è uno slogan elettorale e non può essere ridotta alla pietas mostrata davanti alle telecamere. Non si può parlare di riconoscimento senza risorse. È una medaglia di carta».
Le organizzazioni chiedono ora nella manovra l’inserimento di fondi dedicati, di linee guida attuative e misure strutturali di sostegno, affinché il riconoscimento della figura del caregiver familiare non resti solo formale.
«La domanda è semplice» concludono, «come si possono guardare negli occhi migliaia di caregiver familiari sardi dopo aver ignorato ancora una volta i loro diritti»?