Su Rai 2 in onda il documentario “Niente di speciale”
Di Rossella Boette
Venerdì 6 marzo in seconda serata su Rai 2 andrà in onda il documentario “Niente di speciale”, dedicato alla vita di Nicole Orlando, campionessa mondiale paralimpica con sindrome di down.
Il documentario, prodotto da Unicorn e in collaborazione con Rai documentari, è realizzato con il contributo del ministero della Cultura e verrà trasmesso in occasione dell’inaugurazione dei Giochi Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026.
Il documentario
Un racconto potente, scritto da Alessio Di Cosimo e Alessio Coccia, racconta il percorso umano e sportivo di una giovane donna in grado di trasformare i limiti in possibilità. Nicole è diventata un punto di riferimento nello sport e nella società civile, venendo citata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella come esempio per il Paese.
Il film alterna interviste esclusive a personalità del mondo dello spettacolo, come Gianni Morandi e Carolyn Smith. Vengono mostrati anche gli incontri con la famiglia e con gli allenatori che hanno seguito Nicole nel suo percorso sportivo. Al racconto vengono integrate immagini animate dove si mostra il punto di vista della protagonista e vengono affrontati temi come bullismo, pregiudizio e inclusione, sottolineando l’importanza dello sport come mezzo di crescita ed emancipazione. Un racconto destinato alla distribuzione televisiva e streaming, capace di emozionare non solo il pubblico italiano ma anche quello internazionale.
L’atleta
Specializzata nei 100 e 200 metri, atleta nel salto in lungo e protagonista nel triatlon, Nicole ha conquistato numerosi titoli mondiali ed europei, fino a ottenere record internazionali.
Il documentario però va oltre le medaglie e racconta quotidianità, famiglia e amore, ma anche allenamenti, fragilità e forza interiore di una donna che non si è mai fatta definire dalla sua condizione.
La sua storia è rivolta a giovani, famiglie, insegnanti, sportivi e chiunque abbia dubitato di sé stesso. Non è solo la vita di un’atleta, è soprattutto un invito collettivo a ribaltare le prospettive, mettere da parte luoghi comuni e riconoscere la diversità come normalità.