Il Fascicolo sanitario elettronico 2.0

Di Giuseppe Giuliani

È il giorno del Fascicolo sanitario elettronico, già introdotto da tempo, ma che solo ora entra nella fase di piena operatività. Tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, avranno l’obbligo di inserire i dati. Negli obiettivi della sua realizzazione c’è quello di essere uno strumento fondamentale per la trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale.

L’intenzione è quella di superare un sistema diseguale sul territorio sul piano delle norme. Da oggi, la sua applicazione pratica dirà se l’obiettivo è raggiungibile. I dubbi però esistono.

Il percorso

Il fascicolo sanitario elettronico 2.0 trova attuazione attraverso l’art. 27-bis del decreto 7 settembre 2023, poi modificato dal decreto 11 novembre 2025. Il percorso prevedeva una prima fase di avviamento entro il 30 giugno 2025, una seconda fase di consolidamento entro il 31 dicembre 2025 e, appunto la piena operatività del sistema a partire da oggi. Con gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si è puntato sul Fascicolo come perno del Servizio sanitario nazionale.

Cos’è

Nel Fascicolo sanitario elettronico sono concentrati tutti i dati e i documenti che riguardano la storia clinica di ognuno di noi: dati identificativi, verbali di pronto soccorso, prescrizioni mediche, specialistiche e farmaceutiche, referti, dimissioni ospedaliere, terapie (attraverso le prescrizioni mediche), cartelle sanitarie e vaccinazioni.

Tutte queste informazioni devono essere accessibili, pur tenendo conto della privacy, ai professionisti sanitari su tutto il territorio nazionale.

La novità

La novità più rilevante, introdotta dal 31 marzo, riguarda l’obbligo per tutti gli operatori sanitari di inserire i dati nel Fascicolo elettronico (entro 120 ore). Obbligo che riguarda anche i liberi professionisti. Il risultato di questo passaggio è che tutti i documenti clinici dovranno essere prodotti anche in formato digitale e trasmessi al fascicolo del paziente. Ci sarà un unico punto in cui convergerà tutta la documentazione sanitaria.

Cosa cambia

Rispetto alle fasi precedenti, all’interno del Fascicolo dovranno essere immessi in tempi rapidi tutti i documenti. Ognuno di noi, in questo momento può verificare che all’interno del proprio fascicolo ci sono delle prescrizioni, dei referti, ma non tutti. Da oggi, non dovrebbe più accadere.
Per raggiungere più facilmente questo obiettivo, si è pensato al profilo sanitario sintetico, una scheda prodotta dal medico di base che comprende tutte le informazioni principali sullo stato di salute del paziente. Questa scheda di sintesi sarebbe fondamentale soprattutto in casi di emergenza.

Sono previste sanzioni?

Non sono previste sanzioni dirette per le strutture sanitarie che non rispettano gli obblighi, ma il mancato inserimento dei dati produce il mancato pagamento delle competenze.

I vantaggi

Questo processo consente anche a tutti noi di avere il quadro completo e ordinato della nostra situazione sanitaria e dovrebbe garantire una proficua partecipazione al processo di cura. C’è un vantaggio anche in termini di risparmi, perché la condivisione delle informazioni dovrebbe ridurre il rischio di richieste degli stessi esami da professionisti diversi.

La privacy

Sarà comunque il paziente a decidere chi può avere accesso ai suoi dati attraverso una limitazione della visibilità dei documenti contenuti nel fascicolo. Sul versante del trattamento di dati sanitari sensibili sono stati espressi dubbi anche da parte del Garante per la privacy.

Le criticità

Per le strutture sanitarie ci sono obblighi anche di carattere tecnico e tecnologico per quanto riguarda la produzione dei dati da inserire. Questo rappresenta sicuramente un problema per le strutture più piccole. Soprattutto se non sono previsti strumenti di supporto.

Al momento, emergono delle criticità anche per quanto riguarda l’utilizzo del fascicolo da parte dei cittadini: sono ancora pochi quelli che lo consultano. E sono pochi anche quelli che hanno dato il consenso alla consultazione dei documenti.

I numeri sono positivi, invece, per ciò che concerne l’inserimento dei dati da parte dei medici di base, mentre mancano informazioni sul reale utilizzo del fascicolo nella pratica medica quotidiana. In pratica, non si sa se medici e specialisti utilizzino il fascicolo per ricavare le informazioni sul paziente.

La situazione in Italia
L‘Emilia Romagna è l’unica regione che per ora ha previsto l’inserimento di tutti i documenti nel Fascicolo sanitario, mentre la Puglia è quella che ne ha previsto meno.

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