“La cosa più importante”, il corto sui diritti della disabilità

Di Giuseppe Giuliani

Il cortometraggio è stato proiettato nei giorni scorsi nella sede della Regione Emilia Romagna in occasione della Giornata Internazionale della Felicità. L’obiettivo posto era coinvolgere i più giovani e far capire loro il valore dell’inclusione. Il film parla dei diritti delle persone con disabilità e del tema dell’identità.

Per la Regione Emilia Romagna si tratta del proseguimento di un percorso di confronto con le studentesse e gli studenti e promuovere così una cultura dei diritti praticata.

Il corto

È stato girato dal regista Davide Ghizzoni e scritto assieme a Mariangela Simonazzi, presidente dell’organizzazione di volontariato Valore aggiunto. Ha come protagonista un investigatore privato che viene contattato per risolvere il caso di una ragazza scomparsa. Nel tentativo di risolvere il caso, l’indagatore scoprirà una verità inattesa.

Il corto è nato da un progetto dell’associazione di Reggio Emilia “Valore aggiunto” e ha ricevuto il Premio della Giuria popolare Emilia Romagna al Reggio Film Festival 2024.

Proiezione e dibattito

Alla proiezione hanno assistito gli studenti di alcune classi del liceo Enrico Mattei di San Lazzaro di Savena (Bologna) e del liceo Gaetano Chierici di Reggio Emilia. Dopo la proiezione, si è discusso con i ragazzi delle scuole sul significato dell’inclusione e dei pregiudizi. Con un riferimento particolare alla comprensione degli altri, partendo dalla considerazione che l’esclusione porta all’isolamento.

L’organizzazione di volontariato “Valore aggiunto”

“Valore aggiunto-la diversità che unisce” è un’organizzazione di volontariato che si occupa di promuovere i diritti delle persone con disabilità. Nasce dalla collaborazione di famiglie che vivono con una persona che ha una disabilità e fanno parte dei Comuni reggiani di Albinea, Vezzano e Quattro Castella.

Il loro obiettivo è quello di promuovere la cultura della diversità, partendo dal presupposto che tutte le persone abbiano uguale dignità e debbano avere le stesse opportunità nei loro contesti di vita.

La loro attività ha l’obiettivo di creare una rete di solidarietà e favorire l’inclusione sociale. Per questo, organizzano incontri, laboratori di teatro, arte, artigianato e informatica.

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