Quartu adotta la Carta Etica del Turismo

Di Roberta Gatto

Martedì 7 aprile il comune di Quartu Sant’Elena ha detto sì a un turismo più inclusivo e consapevole. La firma per l’adozione della Carta etica del Turismo contro tutte le forme di discriminazione, apposta dal sindaco Graziano Milia e sottoscritta dal professore Massimo Arcangeli, promotore della Carta e fondatore del movimento “Omofobi del mio Stivale“, segna un punto di svolta importante per il Comune sardo.

L’iniziativa è stata promossa nel corso di una cerimonia pubblica alla presenza delle istituzioni e degli operatori del settore e si inserisce nelle politiche inclusive a sostegno delle minoranze. Tutto questo, dopo l’istituzione dell’assessorato alle Politiche Lgbtq+ del Comune di Quartu.

Il valore dell’ospitalità

«L’adozione della Carta Etica» sottolinea il sindaco Graziano Milia, «non è solo un atto formale, ma rappresenta un impegno concreto del Comune verso il rafforzamento dell’accoglienza e la promozione di una cultura del rispetto. Viaggiare significa incontrare mondi e storie diverse; per questo, con l’adozione della carta etica del turismo, Quartu vuole essere un esempio di convivenza civile e di sensibilità verso chi viaggia».

L’evento

La firma del protocollo, sancita nella mattinata di martedì 7 aprile nella sala consiliare, ha visto la partecipazione di rappresentanti comunali, associazioni del territorio e numerosi operatori turistici, con l’obiettivo di combattere ogni forma di esclusione e pregiudizio e garantire a tutti, residenti e ospiti, pari dignità e opportunità.

«Quartu è stata tra le prime città in Italia a sposare questa causa» sottolinea il professor Massimo Arcangeli, «e sviluppare modalità di accoglienza migliori, anche attraverso piccoli gesti di sensibilità, è fondamentale quando ci si interfaccia con culture diverse». La Carta permette infatti di certificare le attività che operano con etica, dimostrando come accoglienza e rispetto siano alla base per uno sviluppo turistico sostenibile, in un’ottica di inclusione, sviluppo ambientale, sportivo e culturale.

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